Tra pochi giorni, il 25 giugno, cadrà il settimo anniversario della morte di Michael Jackson. Il Re del Pop sarà celebrato come si deve, come ha fatto il regista Spike Lee: dopo il documentario sul 25° anniversario dell’uscita di “Bad”, ha diretto “Journey from Motown to Off the Wall”, film che racconta l’ascesa della pop star dagli inizi con i Jackson 5 al suo celebre primo album da solista.

Non saranno le accuse del sito Radar Online ad offuscare la sua stella. Ne è certa anche la figlia Paris, che ha smentito quanto emerso nei giorni scorsi dal magazine scandalistico. Secondo Radar, durante una perquisizione della polizia del 2003 nella famigerata tenuta di Neverland, in California, sarebbero stati ritrovati foto e video pedopornografici. La fonte sarebbe l’investigatore che all’epoca ha lavorato al caso.

Michael Jackson, la figlia Paris difende il padre dalle accuse

L’uomo ha rivelato che gli agenti avrebbero trovato nel ranch di Michael Jackson materiale contenente immagini di torture e sadomasochismo su bambini e ragazzini, in compagnia di adulti “in posizioni perverse”, oltre a droghe e medicinali per curare dipendenze sessuali. Questo sarebbe il video (diffuso dal Daily Mail) che documenta la perquisizione effettuata dai poliziotti (ma dalle immagini si vede solo una gran quantità di giocattoli).

https://www.youtube.com/watch?v=Dl1yLkKKiDk

Paris Jackson, la figlia diciottenne di Jacko, non ci sta. Ha seccamente smentito queste accuse con alcuni post via Twitter. “Sfortunatamente la negatività venderà sempre”, ha scritto. “Vi invito a ignorare tutta la spazzatura e i parassiti che vogliono far carriera provando a distruggere la figura di mio padre. Le persone più pure vengono sempre demolite. Ma continuerà ad essere provata la verità, ossia che il mio amato papà è stato e sempre sarà innocente”.

Bufera per il video della perquisizione a Neverland

Contro il presunto scoop di Radar si erano già mossi i fan in tutto il mondo, non credendo a queste immagini e chiedendosi perché tutto questo materiale non sia stato portato in tribunale durante il processo per pedopornografia del 2005, in cui il cantante era stato assolto. “Preferiamo ricordare i meravigliosi regali che Michael ci ha lasciato invece di continuare a vedere il suo nome fatto a pezzi sui tabloid”, hanno commentato gli avvocati che difendono il patrimonio di Jackson.

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