Il sorriso sempre pronto, i problemi con la tossicodipendenza ed una verità scomoda che viene fuori a 6 anni dalla sua scomparsa: Whitney Houston abusata dalla cugina Dee Dee Warwick. La storia è stata raccontata nel documentario fuori concorso a Cannes 2018 di Kevin McDonald. Quest’ultimo è già autore di docufilm su Mick Jagger e Bob Marley.

Whitney Houston abusata dalla cugina Dee Dee Warwick

Se n’è andata via troppo presto Whitney Houston, a soli 48 anni ed in circostanze tristi e tragiche. Proprio quando la cantante era tornata in pista e si era rimessa in sesto dalla tossicodipendenza. C’è anche questo nella pellicola di McDonald. Il regista ripercorre l’intera vita della donna prima che della cantante. Non manca nessuno all’appello: dai genitori a Bobby Brown, ex marito che la maltrattava e che l’ha introdotta al mondo della droga, fino alla figlia Cristina, morta a 19 anni dopo solo 3 anni dalla scomparsa della madre.

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Whitney Houston abusata dalla cugina: documentario shock a Cannes

Una vita costellata di dolore, che nasce sin da quando era bambina. A confessare degli abusi da parte della cugina non è stata la Houston stessa, ma il fratellastro Gary Garland: anche lui, infatti, avrebbe subito insieme a Whitney molestie tra i 6 e i 7 anni. A confermare la tesi, poi, l’assistente della cantante. Quest’ultima ha raccontato di confidenze dell’interprete che parlavano proprio di violenze da parte di una donna ricevute in tenera età.

Le dichiarazioni di McDonald su quanto accaduto

Il regista di Whitney ha avuto il permesso dall’intera famiglia Houston di girare il docufilm presentato a Cannes: “Ho visto e fatto delle riprese con persone che avevano subito abusi ses*uali durante l’infanzia e c’era qualcosa nel suo modo di fare che mi ricordava quel tipo di comportamento. Poco dopo averlo pensato, qualcuno mi ha detto di essere stato informato che Whitney era stata vittima di abusi“.

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