Divorzio all’italiana è uno dei vertici del cinema di Pietro Germi. Un ritratto comico e grottesco dell’Italia del periodo, affidato ad un ritmo perfetto e ad attori in stato di grazia. Marcello Mastroianni è il barone Fefè Cefalù, sposato con Rosalia (Daniela Rocca) ma innamorato della giovanissima cugina Angela (Stefania Sandrelli). Quando ancora il delitto d’onore era impunito, non gli resta che progettare un piano perfetto per potersi liberare della moglie. Un film che ha fatto storia e che colpisce ancora oggi: ecco 10 curiosità su questo capolavoro del cinema italiano.

Divorzio all’italiana
Marcello Mastroianni

1. Fu la prima commedia diretta da Pietro Germi. Fino ad allora, i primi anni Sessanta, il regista genovese era considerato un autore “serio” per aver diretto film come In nome della legge, Il cammino della speranza, Il ferroviere e Un maledetto imbroglio.

2. Divorzio all’italiana affrontò un tema su cui il paese era ancora diviso. Il film additava due situazioni di arretratezza legislativa dell’Italia dell’epoca: la mancanza di una legge sul divorzio (che arriverà solo nel 1970), e soprattutto l’anacronistico articolo 587 del codice penale che regolava il delitto d’onore, che verrà abolito soltanto vent’anni dopo.

Divorzio all’italiana, 10 curiosità da scoprire

3. Stefania Sandrelli ha raccontato che sul set gli scontri con Pietro Germi erano all’ordine del giorno. “Ero giovanissima, spensierata e poco professionale, tra una ripresa e l’altra me ne andavo in giro per negozi, lui mi faceva delle scenatacce e io rispondevo con calma: ‘Lei mi ha scelta e io la ringrazio, ma non si incacchi, perché io del cinema non so nulla e a tornare a casa ci metto un secondo’”. L’attrice però ha smentito che Germi sia arrivato al punto di darle uno schiaffo. Gli aneddoti dal set vogliono che durante la scena del funerale, Sandrelli non riusciva a piangere. Germi si arrabbiò di brutto. “Ma come, è morto tuo padre e tu resti impassibile?”. A un certo punto le sferrò un ceffone talmente forte che lei scoppiò in lacrime. Esagerazioni, secondo Stefania: se fosse stato vero, “gliene avrei restituiti cinque”.

Divorzio all’italiana
Marcello Mastroianni e Stefania Sandrelli

4. Occhiali neri, baffetti, capelli impomatati, lungo bocchino, Mastroianni non era nuovo al ruolo del siciliano. Già l’anno prima era stato il giovane Antonio Magnano in Il bell’Antonio di Mauro Bolognini, liberamente tratto dal romanzo di Vitaliano Brancati.

5. Il tic facciale del barone Cefalù, il divertente risucchio con la bocca, fu un’invenzione di Mastroianni. La copiò dallo stesso Germi, al quale venne causata da una paresi facciale. Il regista fu inizialmente infastidito, ma poi divertito da quella benevola presa in giro.

Divorzio all’italiana, Mastroianni e Sandrelli nel mito

6. La storia della partecipazione al film di Mastroianni, che moriva 20 anni fa, fu inconsueta. “Fui l’ultimo di una lunga serie di attori interpellati in precedenza, compreso un attore americano di cui non ricordo il nome [Ernie Kovacs, ndr]”, ha raccontato l’attore. “Germi aveva un’immagine di me come attore strettamente legata alla Dolce vita e forse anche a dei clan mondani. […] Non mi conosceva personalmente e l’unica immagine che aveva di me era quella che aveva intravista nel film di Fellini, quindi non pensava di certo a me come possibile interprete del suo film. Quando per varie ragioni tutta una serie di attori rifiutò di fare il film, e d’altra parte, per la consueta legge del cinema, c’era bisogno di un nome noto, di un nome che facesse ‘cassetta’, finì con l’ascoltare il suggerimento di un organizzatore della produzione che gli fece il mio nome. Io gli portai delle immagini, delle fotografie fatte durante la lavorazione di Fantasmi a Roma. Mi feci una testa di ricci, poi una testa di capelli stirati, baffi e così via e feci un provino come farebbe uno che tenta per la prima volta la strada del cinema. Viste le fotografie e il provino, si ricredette e io feci il film”.

Divorzio all’italiana
Marcello Mastroianni

7. Daniela Rocca, interprete di Rosalia, la moglie di Fefè, era una delle attrici più sensuali degli anni Sessanta. Fu questa la prima volta in cui non venne scelta per la sua avvenenza fisica ma per le sue doti recitative. Germi la trasformò con un trucco così pesante, da matrona di provincia, che la imbruttiva tanto da renderla irriconoscibile. La sua grande interpretazione la consacrò star internazionale, così da guadagnarsi la candidatura come migliore attrice straniera ai BAFTA. Sul set del film nacque anche la travagliata storia sentimentale con il regista Pietro Germi, che contribuì a minare profondamente il suo fragile equilibrio emotivo. L’attrice, già alle prese con problemi psichici, era l’amante del produttore Franco Cristaldi, il quale l’aveva imposta a Germi e la mollò durante la lavorazione. La love story con il regista le procurò non pochi problemi, fino ad indurla più volte a tentare il suicidio.

Divorzio all’italiana
Daniela Rocca al Festival di Cannes 1962

8. Sia Rocca che Sandrelli sono doppiate nel film da Rita Savagnone, storica doppiatrice che ha prestato la propria voce a star come Liza Minnelli, Vanessa Redgrave, Shirley MacLaine, Elizabeth Taylor, Romy Schneider, Kathy Bates, Kim Novak, Raquel Welch, Greta Garbo, Sophia Loren, Farrah Fawcett e Joan Collins. L’aitante marinaio cui Angela fa piedino nel finale è invece Giovanni Pluchino. Fa il giornalista ed è una delle firme storiche della stampa locale siciliana.

Divorzio all’italiana, una commedia pluripremiata

9. Il film fu un autentico successo di pubblico e critica. Presentato in Concorso al Festival di Cannes nel 1962, nel 1963 vinse il Premio Oscar per la Miglior sceneggiatura originale (di Germi, Ennio De Concini e Alfredo Giannetti). Ottenne inoltre due Golden Globe (Miglior film straniero e Mastroianni miglior attore in una commedia), un BAFTA (sempre a Mastroianni) e tre Nastri d’argento.

10. Gran parte della città fittizia di Agramonte è in realtà il comune di Ispica, in provincia di Ragusa. Nel 2013, in occasione dei cinquant’anni dalle riprese del film, la cittadina iblea ha festeggiato l’anniversario con una serie di ricostruzioni storiche e questo video.

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