Juan Miranda è un rozzo e generoso bandito messicano che si associa con il ribelle irlandese Sean Mallory, un esperto in esplosivi, per svaligiare una banca. Ben presto, i due si ritrovano insieme a combattere con i peones di Pancho Villa e di Emiliano Zapata. Sergio Leone si congeda dal western, regalando uno dei suoi film più complessi, lirici e fluviali. Questo è Giù la testa: 10 curiosità vi faranno amare questo cult ancora di più.

Giù la testa: 10 curiosità
James Coburn

1: Il ruolo di Juan Miranda era stato inizialmente pensato per Eli Wallach (già protagonista di Il buono, il brutto, il cattivo nel ruolo di Tuco), ma la produzione americana impose invece Rod Steiger, forte della recente vittoria agli Oscar come miglior attore per La calda notte dell’ispettore Tibbs.

2: Per interpretare al meglio la parte, Rod Steiger prese tre mesi di lezioni da una signora messicana per imparare la cadenza e l’accento. Fedele al Metodo dell’Actors Studio, per restare costantemente in allenamento, continuò a parlare in quel modo anche nella vita quotidiana per tutta la durata delle riprese.

Giù la testa: 10 curiosità tutte da scoprire

3: Per la parte di Sean Mallory venne inizialmente preso in considerazione John Wayne, poi scartato da Leone perché ritenuto non adatto alla parte e troppo “importante” per questo ruolo. Il regista avrebbe voluto Clint Eastwood, che però decise di rimanere negli Usa per girare Impiccalo più in alto. La scelta allora cadde su James Coburn.

4: Leone voleva soltanto produrre Giù la testa, non dirigerlo. Fu per questo che contattò prima Peter Bogdanovich (che declinò la proposta), poi Sam Peckinpah, che accettò ma venne “scartato” dai collaboratori di Leone, Sergio Donati e Luciano Vincenzoni, impauriti dalla fama di “cattivo” di Peckinpah.

Giù la testa: 10 curiosità
James Coburn e Rod Steiger

5: Leone voleva chiamare il film Giù la testa, coglione! (la frase che Coburn rivolge più volte a Steiger), ma il titolo gli venne subito censurato. Non in alcune edizioni americane, dove è rimasto Duck, You Sucker!. In Francia è stato distribuito come C’era una volta la Rivoluzione (Il était une fois la Révolution) mentre in altri paesi è intitolato Per un pugno di dinamite (A Fistful of Dynamite).

6: La moto di John Mallory è una Harley Davidson: all’epoca la casa di Milwaukee era fornitrice dell’esercito americano, spesso impegnato in scaramucce di confine contro i rivoluzionari messicani di Villa e Zapata. C’è più incertezza sul modello: secondo alcuni esperti sarebbe J model di inizio anni ’20, per altri un D model del 1929, un 750cc dall’inconfondibile motore V-Twin.

Giù la testa: 10 curiosità
Rod Steiger

7: Nel 1971, Ennio Morricone, autore delle musiche del film, era impegnato in altre ben 19 composizioni di colonne sonore. Per musicare Giù la testa, rifiutò una proposta importante: quella di Stanley Kubrick, che lo voleva per la soundtrack di Arancia meccanica.

8: Il celebre tema del film, “Sean Sean”, è stato cantato da Edda Dell’Orso, storica collaboratrice di Morricone. “La conobbi alla RCA, dove ho arrangiato diverse canzoni”, ha raccontato il Maestro. “Mi aveva colpito la sua voce, la sua personalità era talmente forte che pareggiava la forza del tema. Era importante questo timbro di voce, questa sua sensibilità nel porgerlo all’ascoltatore, e il tema diventava in qualche modo servo della sua voce. È una cantante atipica, non cantava forte ma sapeva modulare, sussurrava con intensità: per esempio, in concerto non potrei chiamarla”.

9: Giù la testa, data la sua eccessiva durata, trovò molte difficoltà in fase di post-produzione nel 1971. Nell’edizione definitiva vennero eliminate scene che ammontano all’incirca a 40 minuti di pellicola. Pellicola che tutt’oggi, nonostante il restauro, non ha ancora trovato luce.

Al numero 10 la più pazza delle curiosità…

10: Il set del film era l’Almeria, il deserto spagnolo tanto amato da Leone. Il ponte che viene fatto saltare in aria nel film non esisteva: fu completamente costruito dalla produzione. Ma i pastori del luogo ne erano ignari. Si ritrovarono con questo ponte nuovo di zecca all’improvviso. Fu manna dal cielo: permetteva loro di accorciare sensibilmente un lungo tratto di strada che li costringeva ogni giorno a fare un lunghissimo giro con il gregge. Dopo i ciak, però, il ponte saltò in mille pezzi senza che i pastori ne sapessero nulla. Imbufaliti, alcuni si presentano in città protestando contro il sindaco, altri spaventati a morte pensando ad un attentato…

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