Ormai è un’icona del cinema internazionale, tra i ruoli di Rocky e Rambo si è imposto come volto di riferimento per tutto il cinema d’azione, finendo di diritto nel firmamento delle star di Hollywood: ma non tutti, forse, ricordano la drammatica povertà di Sylvester Stallone e i momenti difficili che ha dovuto affrontare prima del grande salto verso la popolarità.

La povertà di Sylvester Stallone poco prima di diventare Rocky

A raccontare quel difficile esordio è stato proprio l’attore, che su Instagram ha voluto ricondividere un vecchio ricordo: una sua foto da giovane con il suo cane Buktus, il suo migliore amico del tempo, che purtroppo però ha dovuto sacrificare per le difficoltà che stava attraversando. Una storia che ancora adesso gli mette i brividi:

“Eravamo entrambi magri scrive l’attore – vivevamo in una topaia sopra una fermata della metropolitana, c’erano scarafaggi ovunque, non c’era molto da fare se non passare il tempo. Lì ho iniziato a studiare da sceneggiatore. Ed è lì che mi è venuta l’idea di Rocky, anzi l’idea è stata sua, ma non ditelo a nessuno.”

Il picco drammatico e il finale della storia

Il picco drammatico della povertà di Sylvester Stallone viene raggiunto così: “Quando le cose sono peggiorate, l’ho venduto per 40 dollari perché non avevo i soldi per comprarmi da mangiare. Poi, come un moderno miracolo, la sceneggiatura per Rocky è stata venduta e ho potuto riprendermi il mio amico. Certo, il nuovo proprietario sapeva che ero disperato e me l’ha fatto pagare 15 mila dollari. Ma li valeva fino all’ultimo centesimo“.

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