Non esiste e non esisterà mai più un altro film come questo: John Belushi e Dan Aykroyd, gli inconfondibili ed onnipresenti vestiti neri e occhiali da sole Ray-Ban, la regia anarchica di John Landis, le canzoni con il reverendo James Brown, la travolgente Aretha Franklin, il glorioso Cab Calloway, il proprietario del negozio di strumenti Ray Charles. Questo è The Blues Brothers: 10 curiosità vi aiuteranno a celebrare lo speciale anniversario per i 36 anni di questo autentico culto.

10. Il nomignolo di John
Sul set, Jake “Joliet” Blues si guadagnò il soprannome di “The Black Hole” (“il buco nero”). Il motivo? Perse centinaia di paia di occhiali da sole. Li smarriva ad ogni ciak, costringendo la produzione a tenerne una scorta da magazzino all’ingrosso per non interrompere le riprese.

The Blues Brothers: 10 curiosità per i 36 anni del film

9. I camei
The Blues Brothers: 10 curiosità come i numerosi camei interpretati da celebrità affermate e personaggi dell’industria dello spettacolo. Tra tutti spiccano Steve Lawrence (l’agente teatrale che offre la Sala Grande del Palace Hotel), Twiggy (l’avvenente bionda in una Jaguar cabriolet che fa conoscenza con Elwood al distributore di benzina), Steven Spielberg (l’impiegato dell’ufficio delle tasse), Joe Walsh (il primo prigioniero a saltare sul tavolo nella scena finale) e Chaka Khan (la corista nella chiesa di Triple Rock).

The Blues Brothers: 10 curiosità
The Blues Brothers

8. Il ritorno dei fratelli Blues
La sceneggiatura originale, scritta da Dan Aykroyd, era intitolata The Return of the Blues Brothers ed era lunga ben 324 pagine. L’idea era di girare un musical in due parti, ma poi il regista John Landis, dopo tre settimane di tagli e lavoro sul testo, ridusse tutto ad un solo film.

7. Il grande rifiuto
In pochi conoscono uno dei dieci retroscena sul musical cult: la produzione chiese a Little Richard di partecipare al film, ma lui declinò l’invito. Il motivo? Era nel suo periodo gospel e rifiutava di eseguire musica che non fosse di ispirazione strettamente religiosa. Non immaginava che Jake ed Elwood erano in missione per conto di Dio…

6. Le auto distrutte
Per realizzare il film, furono distrutte ben 103 auto, stabilendo un record che sarebbe stato battuto solo due anni più tardi da The Junkman (con 300 auto sfasciate: il primato fu battuta a sua volta nel 2003 da Matrix Reloaded).

Scopri dieci retroscena sul musical cult

5. Il playback
I cantanti ospiti del film non erano abituati ad esibirsi in playback e a mimare le parole. James Brown, ad esempio, chiese espressamente di cantare il suo pezzo in chiesa, The Old Landmark, dal vivo sul set, seppure su una base registrata.

4. I vizi di Belushi
Come ha raccontato Dan Aykroyd, il budget per le riprese aveva una voce specifica dedicata alla cocaina, autentica “passione” di Belushi. La produzione giustificò l’uscita specificando che si trattava di un valido aiuto per cast, troupe e staff per restare svegli durante le lunghe riprese notturne…

3. L’auto di Jake e Elwood
Al numero 3 tra i dieci retroscena sul musical cult la Bluesmobile: è un modello Dodge Monaco del 1974; nelle riprese ne sono state utilizzate 12, tutte acquistate usate dal Dipartimento di Polizia della California. A quanto pare solo una delle 12 auto originali è ancora in circolazione ed è in possesso del cognato di Dan Aykroyd.

Al #1 il vero Soul Food…

2. I Ray-Ban
Il successo del film portò a un’impennata di vendite di occhiali da sole Ray-Ban Wayfarer, che già stavano diventando un oggetto di moda perché utilizzati da diversi musicisti dell’ondata New Wave. Se a metà degli anni 70 se ne vendevano poche migliaia all’anno, nel 1981 si toccò il picco di 18.000 unità, facendo diventare il modello un classico.

1. Soul Food
Il Soul Food Cafe, dove si svolge la splendida sequenza con Think di Aretha Franklin, era un locale reale: si chiamava Nate’s Deli ed era a Chicago in Maxwell Street. L’edificio ora non esiste più e al suo posto c’è un parcheggio.

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