Stasera in Tv Il Cavaliere Oscuro, l’ultimo film importante di Heath Ledger prima della morte

Insieme a Paul Walker, il mitico Joker de Il Cavaliere Oscuro (in onda martedì 21 marzo 2017 alle 21.10 su Italia Uno) è uno degli attori più compianti di Hollywood: la sua morte precoce ha sconvolto tutti, lasciando un vuoto incolmabile in tutti i suoi fan e in quelli che avevano lavorato con lui, come dimostrano le struggenti parole di Cristopher Nolan su Heath Ledger.

Nel corso di un lungo racconto che narra tutte le fasi di preparazione del suo personaggio più iconico (uno degli ultimi che Ledger ha interpretato prima di morire e quello che gli ha fatto ottenere un Oscar postumo come miglior attore protagonista) all’interno della trilogia di Batman, il regista ha ricordato con vividi dettagli l’incredibile presenza dell’artista all’interno del set, e quanto avrebbe desiderato vedere il risultato finale insieme a lui. Il montaggio, infatti, è stato ultimato solo dopo quel tragico 22 gennaio 2008, fatale data in cui il corpo di Heath fu ritrovato senza vita.

Quando ti approcci alla sala di montaggio dopo aver girato un film, ti senti responsabile verso l’attore che si è fidato di te. E Heath si è dato completamente a noi – queste le belle parole di Cristopher Nolan su Heath LedgerQuando ho iniziato a modificare il girato per ottenere la versione del film che avevo in mente mi sono fermato a pensare a tutte le singole scene che avevamo scelto insieme, ai tagli a cui avevamo pensato – ha raccontato il regista di Interstellar, che più volte durante la lavorazione della pellicola ha sottolineato quanto l’attore fosse stato iperpresente in tutti gli aspetti: seguiva gli stuntman lungo le corse in auto, prendeva appunti, girava sul set con il suo diario del Joker aggiungendo dettagli in più del suo personaggio ogni volta.

Le belle parole di Cristopher Nolan su Heath Ledger: “Lo vedo ancora tutti i giorni”

Visualizzavo chiaramente la proiezione durante la quale gli avremmo dovuto mostrare il risultato finale… Mi sarei seduto tre, quattro file dietro di lui, avrei guardato i movimenti della sua testa per capire cosa stava pensando di quello che avevamo fatto con tutto quello che ci aveva donato. Adesso quella proiezione non avverrà mai. Lo vedo tutti i giorni in quella sala di montaggio. Studio la sua faccia, la sua voce. E mi manca terribilmente“.

Commenti