Ne è passato di tempo da quando l’abbiamo vista nel ruolo di attrice in Love Bug, la divertente sit-com romantica in cui recitava con Fabio De Luigi: ora l’ex velina mora è una donna realizzata, impegnata nella costruzione del suo percorso di crescita professionale, nonché attivista, come dimostra la sesazionale campagna di Elisabetta Canalis contro le pellicce.

Elisabetta Canalis contro le pellicce e Vogue

La foto, infatti, che ritrae la splendida attrice e 38enni senza veli (come è già successo nel 2011), vuol comunicare un messaggio ben preciso diretto a Vogue, precisamente al suo direttore Farneti: “Ogni giacca in pelliccia – ha comunicato, attraverso una nota della Peta, l’associazione nazionale e internazione a tutela dei diritti degli animali  – o taglio di pelliccia sono stati presi da un essere vivente terrorizzato che è stato catturato in natura o che ha vissuto una vita di miserie rinchiuso in una spoglia gabbia di metallo prima di essere affogato, folgorato, avvelenato o spellato vivo. Io, così come tanti dei vostri lettori, desidero vedere Vogue muovere un passo verso un futuro compassionevole per la moda, impegnandosi a non promuovere la pelliccia sulle sue pagine.

Ecco la foto della campagna della Canalis per la PETA

La campagna, destinata all’alta moda e alsi chiama “I’d rather go naked than wear fur”, ovvvero “Preferirei andar in giro nu*a che indossare una pelliccia. L’associazione spiega poi, attraverso il contributo di Elisabetta Canalis contro le pellicce, perché è stata scelta proprio la celebre rivista come destinatario del messaggio: “Mentre riviste di punta come Vogue GB ed Elle hanno mostrato la loro compassione da lungo tempo tramite politiche contro le pellicce e la maggior parte degli stilisti all’avanguardia, incluso l’86% di quelli che hanno sfilato alla settimana della moda autunno/inverno 2016 a Londra, non usino pelliccia, Vogue deve ancora seguire l’esempio. Le denunce di Peta di allevamenti di pelliccia in paesi cosiddetti di “origine assicurata” rivelano che gli animali trascorrono la loro vita in gabbie di metallo sovrappopolate e sudice prima di essere folgorati, soffocati col gas o avvelenati. In natura, gli animali catturati in trappole a ganasce d’acciaio possono patire per giorni per la perdita di sangue, disidratazione e attacchi di predatori prima di venire soffocati o uccisi a randellate. Molti stilisti che compaiono regolarmente su Vogue, inclusi Giorgio Armani, Stella McCartney, Vivienne Westwood e tanti altri, hanno abbandonato la pelliccia al 100%.

Commenti