I film al cinema dal 21 febbraio sono dodici e dovranno tentare di scalzare Clint Eastwood e 10 giorni senza mamma dalla vetta del botteghino. I titoli con più sale a disposizione sono quattro e si spera vada meglio rispetto ai precedenti weekend. Il confronto degli incassi con quelli dell’anno precedente è ad oggi impietoso: -38% nel paragone con il medesimo fine settimana del 2018.

film al cinema dal 21 febbraio

Un uomo tranquillo
Hans Petter Moland è il regista norvegese che ha avuto successo in tutto il mondo nel 2014 con l’action thriller In ordine di sparizione. Questo è il suo remake americano con Liam Neeson che da spazzaneve si trasforma in giustiziere quando gli ammazzano il figlio. Suspense, divertimento ed emozioni garantite. Ma le dichiarazioni dell’attore irlandese, che ha rivelato di aver desiderato di uccidere un nero per vendetta in passato, non hanno giovato alla sua promozione.

The Lego Movie 2 – Una nuova avventura
Forti del successo del primo capitolo (quasi 470 milioni di dollari al box office internazionale), Phil Lord e Christopher Miller restano produttori ma passano il testimone della regia a Mike Mitchell. Il risultato è l’ennesima avventura spassosa e irriverente (un pizzico più fiacca del prototipo) con gli abitanti di Bricksburg che stavolta devono affrontare una minaccia che arriva dallo spazio: i temibili Lego Duplo.

The Front Runner – Il vizio del potere
L’ascesa e la caduta del senatore Gary Hart (Hugh Jackman), il più grande presidente mai eletto. Nel 1987, il candidato democratico favorito a ottenere l’investitura nella volata alla presidenza, poi vinta dal repubblicano George Bush senior, fu travolto da uno scandalo sessuale. Sotto l’assalto dei media, fu costretto a rinunciare alla corsa alla Casa Bianca per la relazione con Donna Rice (Sara Paxton). Dirige Jason Reitman, figlio di Ivan e regista di – tra gli altri – Thank You for Smoking, Juno e Young Adult.

I film al cinema dal 21 febbraio

Modalità aereo
Fausto Brizzi, risolti i suoi problemi giudiziari (ma l’archiviazione dalle accuse di violenza sessuale è scattata perché il reato è andato in prescrizione), torna alla regia con una commedia sui pericoli che l’uso improprio dei social può provocare. Protagonista l’inserviente d’aeroporto Lillo, che trova per caso lo smartphone del ricco e presuntuoso imprenditore Paolo Ruffini e invece di restituirlo, pensa che utilizzando quel telefono, potrà cambiare in meglio la sua vita. Nel cast anche Violante Placido, Dino Abbrescia e Caterina Guzzanti.

Parlami di te
Fabrice Luchini è Alain Wapler, un uomo d’affari costantemente e ossessivamente concentrato sul suo lavoro. Quando viene colpito da un ictus, si ritrova in ospedale a pronunciare frasi sconnesse e senza senso. L’incontro con la giovane logopedista Jeanne (Leïla Bekhti) gli fa tentare di ricostruire se stesso e di concedersi il tempo di vivere. Un classico (e prevedibile) feel-good movie francese che sa far ridere ed emozionare.

Copia originale
Candidato a tre Premi Oscar, il biopic di Marielle Heller racconta la vera storia di Lee Israel (Melissa McCarty), la scrittrice che tra gli anni Settanta e Ottanta, si occupò delle biografie di personaggi celebri come Katharine Hepburn e Estée Lauder. Quando il suo stile si rivelò non essere più al passo coi tempi, decise di infilarsi in un pericoloso giro illegale: aiutata dal suo migliore amico Jack (Richard E. Grant), usò il suo talento creativo per dei falsi letterari.

Nuovi film al cinema oggi: cosa vedere (o evitare)

9 dita
Il nuovo thriller punk e post-apocalittico di F.J. Ossang arriva in pochissime sale ma merita la visione. Protagonista Paul Hamy nei panni di Magloire, un uomo in fuga che si imbarca su un sinistro bastimento carico di materiale radioattivo per un viaggio infernale. Un film d’avventura anomalo e oscuro, girato in bianco e nero e pieno di malinconia, metafisica e humor nero.

Westwood – Punk. Icona. Attivista.
Lorna Tucker firma un documentario (non troppo graffiante) sulla grande stilista britannica, regina della moda. Raccontandosi in prima persona, la Westwood ripercorre la sua vita dalle proteste punk degli anni Settanta all’impero che ha contribuito a costruire, passando per le amicizie con Gucci, Dior e Steve McQueen. L’elenco delle sale in cui è programmato è disponibile sul sito ufficiale di Wanted Cinema.

Land
Babak Jalali, regista iraniano cresciuto a Londra, racconta la storia della famiglia Denetclaw, nativi americani che vivono nella riserva di Prairie Wolf. Un ghetto a cielo aperto, dove dominano alcool e apatia. Tutto cambia quando il figlio più giovane, Floyd, soldato in Afghanistan, viene ucciso. Una riflessione potente e necessaria sul rapporto tra la comunità delle First Nations e quella dei bianchi. Peccato arrivi su pochissimi schermi.

Film al cinema oggi: ecco tutti i titoli

Quello che veramente importa
Paco Arango è un regista messicano che ha dedicato la sua vita alle buone cause, come l’apertura del Maktub Center in Spagna, centro di trapianti di midollo osseo che ad oggi ha salvato duecento vite. Anche questo suo nuovo film, che racconta la storia di un ragazzo dissoluto che scopre di avere il dono di guarire le persone, non è da meno. I ricavi saranno interamente devoluti ad organizzazioni benefiche impegnate nell’assistenza ai bambini.

L’ingrediente segreto
Arriva con due anni di ritardo la strampalata commedia macedone di Gjorce Stavreski. Siamo a Skopje, dove Vele lavora come meccanico in un deposito ferroviario. Con l’economia in recessione e lo stipendio in ritardo di mesi, il ragazzo si imbatte casualmente in un pacco di marijuana. Quando la usa per alleviare i dolori del padre malato di cancro, si sparge subito la voce che sia in grado di fare miracoli… Una stoned comedy efficace e tipicamente balcanica, che ha vinto la scorsa edizione del Bergamo Film Meeting.

In the Same Boat
Il documentario di Rudy Gnutti, citato e consigliato dal blog di Beppe Grillo, è stato da più parti definito il cult movie della Grillonomics. Con interviste a sociologi, politici, economisti e filosofi come Zygmunt Bauman, Pepe Mujica, Mauro Gallegati, Mariana Mazzucato e Serge Latouche, si riflette sulla fine del lavoro e l’impatto che globalizzazione, robotica e immigrazione potranno avere sulla distribuzione del reddito e sui sistemi di sicurezza sociale.

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