Asia Argento per la Festa delle donne 2018 aderisce allo sciopero globale proclamato dal movimento Non una di meno. L’attrice ha diffuso un videomessaggio a sostegno della manifestazione romana che partirà alle 17 da Piazza Vittorio Emanuele con destinazione Piazza Madonna di Loreto.

Il tema delle molestie sul lavoro è un tema che mi riguarda personalmente e non solo perché ne sono stata vittima, più volte, da quando ero giovanissima”, ha detto l’attrice. “Ma perché, quando finalmente ho liberato la parola e ho raccontato del mio mostro, Harvey Weinstein, al resto del mondo, ho aiutato a generare questo movimento globale, #MeToo, in cui le donne si sono liberate del peso che portavano e sono state per la prima volta credute”.

Asia Argento per la Festa delle donne 2018

Questo non è successo in Italia”, lo sfogo di Asia Argento, che ha attaccato tutti dopo gli insulti subiti, da Enrico Brignano al Corriere della Sera. “Io mi sono ritrovata ad essere chiamata puttana. Mi hanno detto che me l’ero cercata, mi hanno detto che una persona come me non era una vera vittima e questo mi ha fatto molto male. Mi ha fatto riflettere e ha tirato fuori in me un attivismo che forse, se non mi fosse piovuta tutta questa merda addosso, non avrei avuto il coraggio di combattere”.

Ora Argento sostiene #WeTooGether, “la conseguenza naturale del movimento #MeToo”. Ovvero lo sciopero femminista che coinvolge lavoratrici a tempo indeterminato, partite Iva, precarie, lavoratrici in nero e senza contratto, stagiste, disoccupate e studentesse. “Le donne oggi credono alle altre donne, perché le donne danno solidarietà, perché quasi tutte le donne hanno vissuto violenze nella loro vita. Insieme forse riusciremo finalmente a cambiare questo patriarcato, così radicato nella nostra cultura e non solo in quella italiana ma anche in quella globale”.

Asia Argento per la Festa delle donne 2018
Asia Argento

Asia Argento: su Facebook il videomessaggio

Aderisco allo sciopero globale delle donne e l’8 marzo scenderò in piazza con Non una di meno per protestare contro quel patriarcato che da sempre cerca di opprimere la nostra libertà, le nostre scelte di vita”, ha concluso. “Affinché le nostre voci singole si uniscano in un unico grido che non potrà più essere ignorato dagli uomini di potere”.

Quella di Roma non è l’unica manifestazione dell’8 marzo che coinvolge donne di cinema. La Cineteca di Bologna inaugura una retrospettiva dedicata ad Agnès Varda, unica donna della Nouvelle Vague e la prima regista a ricevere il premio Oscar alla carriera. Il Cinema Massimo di Torino, all’interno del gLocal Film Festival, proietta Libere di Rossella Schillaci, documentario dedicato alle donne della Resistenza simbolo di ogni ribellione al potere ed emancipazione.

Commenti