Si può raccontare Bud Spencer in 10 film? Noi ci proviamo con questa Top Ten dedicata all’attore ex atleta olimpico, pilota di elicotteri e autore di canzoni, scomparso il 27 giugno 2016 a 86 anni. Una classifica speciale per un volto speciale, quello dolce di un’Italia semplice e allegra, forte e onesta con i cattivi, buona e gentile con i deboli.

10. Dio perdona… io no! (1967)
Dopo le piccole parti degli esordi, Carlo Pedersoli diventa Bud e fa coppia per la prima volta con il futuro compagno di tante avventure, Terence Hill. Il duo venne inventato dal regista Giuseppe Colizzi con questo spaghetti western bonario e fracassone. Occhio alla voce di Hill: era quella di Sergio Graziani, non ancora della sua “voce” storica Pino Locchi.

Bud Spencer in 10 film: al #9 Bambino

9. Lo chiamavano Trinità… (1970)
Bud Spencer in 10 film: Trinità è un classico del cinema italiano. Sganassoni, sketch comici, ironia bonaria e momenti cult che il pubblico cita ormai a memoria. La mano sinistra del Diavolo, Bambino, il Maggiore Harriman, Mezcal, Faina e il Timido: il celebre tema di Franco Micalizzi è la suoneria di migliaia di cellulari. Il miglior film del duo Spencer-Hill: capolavoro.

8. Piedone lo sbirro (1974)
Negli anni ’70 Bud gioca la carta solista e “molla” Terence Hill per la serie dedicata al commissario di polizia Rizzo. Con la complicità di Steno, crea un classico della commedia dei cazzotti: indagini esotiche, la spalla Caputo (Enzo Cannavale), funambolici stunt e soprattutto una Napoli attraente, maschia e gentile. A partire da Piedone a Hong Kong (1975), Spencer non venne doppiato da Glauco Onorato ma iniziò a recitare con la sua voce.

7. …Altrimenti ci arrabbiamo! (1974)
Tra i dieci classici per ricordare il gigante gentile del cinema italiano non può mancare il cult assoluto della coppia Spencer-Hill. Dalla famosa scena del coro alla scazzottata in palestra fino all’inseguimento in diretta radiofonica in moto: ad ogni passaggio televisivo sono risate assicurate. Quando uscì al cinema, nel 1973-1974, incassò 6 miliardi di lire. Inutile aggiungere altro sulla canzoncina “Dune Buggy” dei fratelli De Angelis.

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