I funerali di Carlo Vanzina in Piazza della Repubblica, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma, hanno richiamato una folla di vip e gente comune. Tantissime persone, insieme ad attori e registi, sono arrivate per rendere omaggio al regista, scomparso a 67 anni dopo una grave malattia, un melanoma della pelle. C’erano il fratello Enrico e gli amici Carlo Verdone, Christian De Sica, Massimo Boldi, Jerry Calà, Maurizio Mattioli, Mara Venier, Vincenzo Salemme, Max Tortora, Fiorello e tanti altri arrivati per dargli l’ultimo saluto. Da Paolo Sorrentino a Pupi Avati, da Nancy Brilli a Ricky Memphis, Ezio Greggio, Ricky Tognazzi e Simona Izzo.

Carlo Vanzina, funerali tra amici e gente comune

“Carlo era un grande amico e un grande regista”, ha dichiarato De Sica a Fanpage. “Non era amato dall’intellighenzia, ma è stato molto più bravo di tanti altri autori che non hanno lasciato il segno. Per raccontare l’Italia degli anni 80 bisogna rivedere i film di Carlo Vanzina, perché la raccontano molto meglio di tanti altri. Era molto legato a questa città. Mi ha scritto un messaggio tre giorni fa e mi ha detto non vedo l’ora di ridere ancora con te”.

“Era un gran signore, un uomo di grande cultura, umile e sensibile”, ha detto Carlo Buccirosso. “Se n’è andato via troppo presto: amava la propria famiglia ed il proprio lavoro come nessuno, aveva sempre fatto del rispetto dei colleghi la prerogativa della sua vita. Mi mancherà troppo, ed il cinema difficilmente potrà ritrovare un uomo sincero ed intelligente come lui, che sapeva ascoltare e raccontare con l’amore di un grande cuore”.

Carlo Vanzina funerali
Carlo Vanzina (foto: Instagram @el_senor_rosario)

Carlo Vanzina, regista generoso, elegante e discreto

“Era una persona magnifica, a lui devo tutto: mi ha portato al cinema per la prima volta con Vacanze di Natale 2000”, ha spiegato Enzo Salvi. Scopritore di talenti, Vanzina lanciò anche Jerry Calà, che lo ha ricordato così: “Sono senza parole, è mancato non solo un grande regista ma una grande uomo: generoso, elegante, discreto. Una persona bellissima. Gli devo tutto”. Nel corso della cerimonia, don Andrea Celli ha invitato i presenti a non applaudire. Una richiesta rispettata fino all’intervento del fratello Enrico, che leggendo legge il testo della lettera affidata al quotidiano Il Messaggero ha detto: “Spero di non commuovermi, sono spezzato, in questa vicenda io ho perso 6-0, 6-0”.