Dopo il finale shock della terza stagione, continuano le polemiche sulla serie TV con Salvatore Esposito e Marco d’Amore: in occasione della presentazione del film ‘Benedetta Follia’, infatti, è venuta fuori una posizione ben determinata di Carlo Verdone contro Gomorra.

Carlo Verdone contro Gomorra: “I film devono avere un approccio pedagogico”

Arrivato a Napoli per la conferenza stampa del suo ultimo film, prodotto da De Laurentis e che vede al suo fianco Ilenia Pastorelli (alla sua seconda grande esperienza dopo Lo Chiamavano Jeeg Robot), l’attore e regista romano si è trovato a discutere della grande produzione Sky che in questi ultimi anno ha conquistato lo scenario internazionale parlando della malavita della città partenopea (e delle sue diramazioni del resto dell’Italia):

carlo verdone contro gomorra

«Gomorra è un prodotto fatto bene, ben girato, che ha messo in luce moltissimi buoni attori – ha ammesso davanti al pubblico di giornalisti – proprio lì ho trovato Maria Pia Calzone, che è fra le protagoniste femminili del mio film. Ma c’è dell’altro. Un amico di mio figlio insegna in una scuola di Roma, in un quartiere difficile, alla periferia della città. Ha assegnato ai suoi studenti un tema: “Il sogno della vostra vita’’»

È qui che il giudizio di Carlo Verdone contro Gomorra si fa più severo: «Uno ha scritto che vuole diventare come Genny Savastano, il boss di Gomorra – ha raccontato, parlando del tema assegnato dal suo amico insegnante – un’altra come donna Imma. C’è poi quello che da grande vuole fare il boss della banda della Magliana. Non ce n’è stato uno che ha detto di voler diventare un medico o comunque un professionista qualsiasi. Hanno indicato tutti modelli malavitosi. E su ventisei ragazzi le più feroci, le più aggressive, sono risultato essere le donne. A questo punto, non dico che simili produzioni non si debbano fare — peraltro Gomorra ha venduto benissimo in tutto il mondo — ma dobbiamo avere una certa responsabilità. Mio padre Mario nel 1964 ottenne per primo la “Libera Docenza in Storia e critica del film’’. All’epoca si studiavano i film per ragazzi, quelli cosiddetti educativi. Questo è quello che manca: un approccio pedagogico. È sconcertante che ci sia gente che chieda della stanza di Ciro, quella dell’albergo alla Stazione di Napoli, disposta a pagare a peso d’oro per dormirci».

‘Benedetta Follia’ è un film che è un inno all’abbraccio e alla pacatezza

Dal suo canto, nel descrivere ‘Benedetta follia’, la sua ultima opera cinematografica, Verdone in un certo senso lo contrappone descrivendolo come “«Un film che è un inno all’abbraccio, alla pacatezza. Che si chiude con una carezza benefica»

Per i più curiosi, ecco il trailer:

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