Catherine Deneuve critica il caso molestie e il nuovo “puritanesimo” generato dai sexgate che stanno sconvolgendo Hollywood. L’attrice si è unita ad altre 99 donne firmando una lettera aperta scritta dalla critica d’arte e scrittrice Catherine Millet, la psicanalista Sarah Chiche, l’attrice Catherine Robbe-Grillet e le giornaliste Peggy Sastre e Abnousse Shalmani.

Pubblicato da Le Monde, l’articolo ha subito diviso l’opinione pubblica francese. Le firmatarie attaccano la “caccia alle streghe” suscitata dalle vicende dei vari Harvey Weinstein e Kevin Spacey.

Catherine Deneuve critica il caso molestie
Catherine Deneuve (foto: Pascal Le Segretain/Getty)

Lo stupro è un crimine, ma il corteggiamento insistente o maldestro non è un delitto, né la galanteria un’aggressione maschilista”, si legge nella lettera. “Gli uomini sono stati puniti in modo sommario, sono stati obbligati a lasciare il proprio lavoro quando tutto quello che hanno fatto è stato toccare il ginocchio di qualcuno o provare a rubare un bacio”.

Il dopo-Weinstein, secondo le firmatarie, ha avuto conseguenze eccessive. “C’è stata una legittima e necessaria presa di coscienza delle violenze esercitate sulle donne, in particolare nell’ambito professionale, dove certi uomini abusano del loro potere. Ma la liberazione della parola diventa oggi il suo contrario: bisogna parlare come si deve, tacere quel che infastidisce, e le donne che si rifiutano di piegarsi a queste ingiunzioni sono giudicate traditrici, o complici!”.

Catherine Deneuve critica il caso molestie

Il puritanesimo usa gli argomenti della protezione delle donne e della loro emancipazione per meglio incatenarle a uno status di eterne vittime, di poverette dominate da demoni fallocrati, come ai bei tempi della caccia alle streghe”, prosegue l’articolo. “Una donna può pretendere che il suo stipendio sia uguale a quello di un uomo, e non sentirsi traumatizzata per sempre perché qualcuno si è strusciato contro di lei in metrò”.

Non è la prima volta che Deneuve esprime forti perplessità sullo scandalo Weinstein. In risposta al movimento #balancetonporc (“denuncia il tuo maiale”), versione francese dell’anglosassone #metoo, aveva detto: “Lo trovo terribile. È una forma di sollievo? Ha una qualche utilità? E risolverà forse il problema?”.

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