Ennio Fantastichini ci ha lasciato a 63 anni. L’attore è morto a Napoli per le complicanze di una leucemia acuta promielocitica. Gli sono state fatali le complicanze emorragiche della neoplasia ematologica di cui era affetto.

“Il nostro cinema è pieno di parole, è un cinema ‘over-talked’ come dicono gli americani. Un vizio demagogico, il nostro”, amava ripetere. Per questo i suoi ruoli erano costruiti soprattutto sul suo volto, spesso inscrutabile, irrequieto ma sempre pronto ad aprirsi alla meraviglia.

Vogliamo ricordare questo attore straordinario, tosto e introverso, allergico al gossip e al glamour, con i suoi 5 ruoli indimenticabili.

Ennio Fantastichini

Porte aperte (1989) di Gianni Amelio
Dopo gli studi all’Accademia d’Arte Drammatica, gli esordi in scena e i primi film, la consacrazione arriva con il dramma giudiziario (adattamento di Sciascia) firmato Gianni Amelio (col quale aveva già recitato due anni prima ne I ragazzi di via Panisperna, disponibile su RaiPlay). Il suo Tommaso Scalia, autore di un triplice omicidio nella Palermo del 1936, è un fascio di nervi: da impiegato a spietato assassino fino all’astrazione più assoluta. Per questa parte, vince il Nastro d’argento e il Premio europeo nel nome di Fassbinder.

Ferie d’agosto (1996) di Paolo Virzì
Il suo Ruggero Cantalupi, a fianco di Sabrina Ferilli, è un personaggio memorabile. Caciarone, qualunquista, teledipendente e un po’ fascista, è rozzo ma in fondo tenero e generoso.

Ennio Fantastichini Squadra antimafia e non solo in tv

Paolo Borsellino (2004) di Gianluca Maria Tavarelli
Interpretazione mimetica nei panni del giudice Giovanni Falcone accanto a Giorgio Tirabassi (Borsellino). Si tratta anche del punto più alto della sua carriera televisiva, iniziata con Giorgio Capitani, proseguita con Carlo Lizzani, Nanni Loy, Luigi Perelli (La Piovra) e Antonello Grimaldi (Il mostro di Firenze), conclusa con il successo di Squadra antimafia e Fabrizio De André: Principe libero (era Giuseppe, il padre di Faber).

Ennio Fantastichini

Saturno contro (2007) di Ferzan Ozpetek
Ozpetek è stato uno dei registi che lo hanno più amato, capito e apprezzato. Il suo Sergio regala battute memorabili (“Gay io? No, io sono frocio. Io sono all’antica”) e fa commuovere e riflettere. Nel 2010, per Mine vaganti, vince il David di Donatello.

Ennio Fantastichini moglie e figlio Lorenzo lontano dal gossip

L’arrivo di Wang (2011) dei Manetti Bros.
Se Davide Marengo con Notturno Bus gli aveva regalato un personaggio estremo come l’agente dei servizi Carlo Matera, i Manetti vanno ancora oltre. Curti, il poliziotto senza scrupoli che ingaggia l’interprete Gaia (Francesca Cuttica) per interrogare un alieno che parla solo cinese, è un uomo a dir poco ambiguo e misterioso. Fantastichini lo incarna con occhi iniettati di sangue, delirando su invasioni galattiche e sicurezza nazionale. Per lui un progetto di cuore: l’attore era un grande appassionato ed esperto di fantascienza, nonché fondatore di una società che si chiama Klaatu Productions.

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