Ricordate I due carabinieri? Era il 1984 e due dei comici di maggior successo del cinema italiano recitavano per la prima volta insieme nei panni dei simpatici e pasticcioni Marino e Glauco, pronti ad entrare nell’Arma. Tra la coppia si metteva la bella Rita e il sequestro di un gruppo di boy scout. Ora, dopo vent’anni, i colleghi si trasformano in “ex amici”: Enrico Montesano contro Carlo Verdone non le manda a dire.

In un’intervista nel corso del programma La Zanzara su Radio 24, Montesano si è tolto un paio di fastidiosi sassolini dalla scarpa, spiegando come il suo rapporto con Verdone si sia rovinato proprio durante le riprese di quella commedia. All’epoca erano grandi amici, oggi – salvo rari casi come i vari derby del cuore ai quali hanno partecipato entrambi – sono quasi due sconosciuti.

Enrico Montesano contro Carlo Verdone: cos’è successo?

Enrico Montesano contro Carlo Verdone: le parole del primo sono state piuttosto chiare. “Non ci siamo più incontrati, forse lui ci è rimasto male”, ha raccontato ricordando quel set “maledetto”. “Tutte le parti divertenti in cui apparivo io erano finite tra gli scarti, lo dissi al produttore e lui chiese a Verdone di reinserire queste gag e da quella volta probabilmente si è offeso”.

Enrico Montesano contro Carlo Verdone
Enrico Montesano, Paola Onofri e Carlo Verdone in I due carabinieri (1984)

Se il primattore crede che un altro primattore gli venga a far da spalla, pensa male”, ha poi rincarato la dose. “Io non mi ritengo secondo a nessuno mentre Verdone probabilmente mi considerava secondo. Sbagliando, perché nel film I due carabinieri ho fatto la mia parte alla pari con lui e come l’avevo fatta con Gigi Proietti in Febbre da cavallo”.

Oggi come sono i loro rapporti?

Io e Carlo non ci siamo più chiamati, non mi interessa nulla e me ne sono fatto una ragione”, ha concluso. “Quando ci incontriamo ci salutiamo semplicemente e mi spiace dal punto di vista umano. L’attore comico è prepotente e vuole essere lui la stella. Adesso ci dobbiamo abbracciare? Sì, andiamo in giro come due gay”.

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