Ermanno Olmi è morto all’età di 87 anni. Il grande regista bergamasco è scomparso lunedì 7 maggio 2018 dopo una lunga malattia. Aveva accanto la moglie e i figli. I funerali, come aveva sempre desiderato, si svolgeranno in forma strettamente privata. Figlio di un ferroviere e di una contadina, Olmi è stato uno dei più grandi maestri del cinema italiano di sempre. Nato a Bergamo nel 1931, era cresciuto in un ambiente modesto ed era passato alla regia nel 1961, senza mai dimenticare le sue origini.

Ermanno Olmi è morto a 87 anni

Regista poetico e appassionato, rigoroso e schietto, semplice e schivo, sempre ai margini della grande produzione, Olmi ha ottenuto numerosi riconoscimenti importanti nella sua lunga carriera. Nel 1978 ha vinto la Palma d’oro a Cannes con L’albero degli zoccoli, nel 1987 il Leone d’argento a Venezia con Lunga vita alla signora e nel 1988 il Leone d’oro con La leggenda del santo bevitore.

Ermanno Olmi è morto
Ermanno Olmi (foto: Instagram)

Ermanno Olmi: “Malattia? Serve anche soffrire”

Raccogliendo l’eredità del neorealismo e la lezione di Rossellini, Dreyer, Bresson e Mizoguchi, Olmi ha raccontato la bellezza di un Paese meraviglioso come l’Italia nonostante le sue enormi contraddizioni. Dai lungometraggi d’esordio, Il tempo si è fermato e Il posto, ai recenti Il mestiere delle armi, Centochiodi e Torneranno i prati, è riuscito a creare una poetica unica in bilico su quella zona di confine tra documentario e finzione, favola e realismo, trainata da una costante tensione spirituale.

La Mostra del Cinema di Venezia gli aveva assegnato il Leone d’Oro alla Carriera della 65° edizione e il Festival di Locarno il Pardo d’onore nel 2004. Nel 2016, intervistato da Tv2000, aveva raccontato così la sua malattia: “È pesante, tante volte mi tocca contare i mali che mi sono capitati, uno ad uno ma questa mia parte di sofferenza mi fa capire quale sia la sofferenza di quell’altro che ha problemi ben più gravi dei miei. Prendersela con Dio? No”.

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