Giuliano Cenci è morto a Firenze all’età di 86 anni. Pioniere dell’animazione italiana, Cenci disegnò nel 1957 per la Philco le primissime pubblicità animate. È ricordato come il papà di Carosello perché fu il primo a ideare uno spettacolo a cartoni animati unito al prodotto da reclamizzare in tv. Fu così che, grazie alla sua straordinaria idea, nacque il più fortunato programma della Rai, andato in onda dal 1957 al 1977. Cenci aveva subito un’emorragia cerebrale in seguito a una brutta caduta: nonostante le operazioni e il ricovero, non ha retto alle complicazioni mediche.

Giuliano Cenci è morto: addio al papà di Carosello

Grande appassionato di cartoni animati, Cenci aveva studiato al liceo artistico di Porta Romana a Firenze. Il primo esperimento d’animazione artigianale lo realizzò nel 1949 disegnando un Nerone pubblicitario in 16 millimetri. Il capolavoro di Cenci fu però Un burattino di nome Pinocchio, lungometraggio d’animazione del 1972 acclamato in tutto il mondo.

Costato all’epoca 450 milioni di lire, Pinocchio fu creato nell’arco di sette anni. La direzione del doppiaggio fu affidata a Lauro Gazzolo e Renato Rascel fece da voce narrante e cantò la canzone del film. Ispirandosi ai modelli di Attilio Mussino, Censi adattò il romanzo di Collodi con la fondamentale collaborazione di Italo Marazzi. Nonostante le difficoltà produttive, l’animazione divenne famosissima durante gli anni ’70 perché andava in onda ripetutamente in numerose tv private di tutta Italia.

Giuliano Cenci è morto
Un burattino di nome Pinocchio

Giuliano Cenci: Pinocchio il suo capolavoro

Negli anni ’80 e ’90, Cenci ha animato, come regista, molti personaggi dei cartoni, anche di altri autori, come il draghetto Grisù, la Pimpa, Cocco Bill e Lupo Alberto. “Con lui se ne va un pezzo della nostra infanzia”, ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. “Nella sua lunga carriera Cenci ci ha regalato emozioni e divertimento, animando molti personaggi dei cartoni animati, anche di altri autori, come ad esempio il draghetto Grisù, la Pimpa e Lupo Alberto. Ha dato tanto ai giovani, a cui era molto legato, mettendo a disposizione la sua esperienza di animatore e forte era il suo legame con Firenze, come dimostra anche il suo impegno nella divulgazione della storia e della cultura della nostra città”.

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