Green Book ha vinto il Premio del Pubblico al Toronto International Film Festival 2018. Un riconoscimento significativo in vista della stagione degli Oscar. Il film che strappa il People’s Choice Award alla kermesse canadese è solitamente in pole position per la vittoria finale della statuetta (come accaduto dal 2010 ad oggi a 12 anni schiavo e Il discorso del re). Accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica, il film di Peter Farrelly (per la prima volta lontano dal fratello Bobby e dall’umorismo demenziale e scorretto di Tutti pazzi per Mary e Scemo & più scemo) racconta quanto è difficile essere neri nell’America razzista del 1962 (come in quella trumpiana di oggi). Un luogo dove però l’amicizia, anche quella più improbabile e inaspettata, non manca di nascere ovunque.

Green Book, film in odore di Oscar 2019

La storia è quella (realmente accaduta) di Tony Lip (Viggo Mortensen) e Don Shirley (Mahershala Ali). Lip è un buttafuori italo-americano nato e cresciuto nel Bronx. Rimasto disoccupato dopo che il locale notturno dove lavorava, il Copacabana, è costretto a chiudere, accetta di accompagnare in tour Shirley, uno dei pianisti jazz più famosi del mondo. Il musicista deve attraversare gli States da New York al profondo Sud lungo la linea Mason-Dixon, la strada considerata divisione ideale fra gli Stati schiavisti e non. Tra i due, inizialmente, non scorre buon sangue. Troppo diversi l’uno dall’altro, Tony e Don si ritroveranno ben presto a stringere un legame profondo e inatteso, aprendo entrambi gli occhi sulla realtà e sul mondo in cui vivono.

Green Book film
Viggo Mortensen e Mahershala Ali

Green Book, la guida per “automobilisti negri”

Il titolo del film fa riferimento al Negro Motorist Green Book, la “Guida Michelin dello Zio Tom”. Ovvero una guida americana per “automobilisti negri” che indicava locali, hotel e modi per viaggiare sicuri ed evitare pericoli e discriminazioni. Tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, queste pubblicazioni erano molto frequenti. Raccoglievano consigli e trucchi per un viaggio tranquillo a seconda dei luoghi di destinazione. Nella regione del delta del Mississippi, ad esempio, gli afroamericani non potevano superare le auto guidate da bianchi perché la polvere che sollevavano non doveva sporcare le loro auto. Le guide furono pubblicate dal 1936 fino al 1964, quando il Civil Rights Act abolì tutte le leggi discriminatorie nei confronti dei neri.

Il cast

Mortensen, notevolmente appesantito per interpretare Tony Lip, è già indicato da più parti come miglior attore protagonista alla Notte degli Oscar. L’Aragorn del Signore degli Anelli ha già sfiorato due volte la statuetta: nel 2007 con La promessa dell’assassino e nel 2017 con Captain Fantastic. Ali l’Oscar l’ha già vinto, proprio nel 2017, nei panni del pusher Juan di Moonlight. Nel resto del cast, spiccano Linda Cardellini (l’infermiera Samantha Taggart di E.R. – Medici in prima linea), Sebastian Maniscalco, Dimiter D. Marinov e P.J. Byrne.

Green Book
Linda Cardellini e Viggo Mortensen

Il parere di chi l’ha visto

Due attori in stato di grazia e un racconto commovente su razzismo e differenze di classe, capace di alternare dramma sociale e toni da commedia: pubblico e critica sono entusiasti di Green Book. Un road movie pieno di humor, cuore e fascino irresistibile, il tipico prodotto mainstream (ma di qualità) che gli studios hollywoodiani non fanno quasi più. Sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, ha il 100% di recensioni positive e il 98% di “voglio vederlo”. Prima ancora di arrivare in sala (negli Stati Uniti il 21 novembre, in Italia tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019) e sin dal lancio del trailer (oltre 3 milioni di visualizzazioni), siamo già di fronte a uno dei migliori film della stagione cinematografica in corso.

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