Julie Andrews è il Leone d’Oro alla carriera di Venezia 76. La Biennale Cinema 2019 ha deciso di premiare la protagonista di classici amati in tutto il mondo come Mary Poppins, Tutti insieme appassionatamente e Victor Victoria.

La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, che ha fatto propria la proposta del direttore Alberto Barbera. La grande attrice inglese riceverà il premio nel corso della Mostra, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre.

Julie Andrews Venezia 76 la premia col Leone

“Sono molto onorata di essere stata scelta per il Leone d’Oro alla carriera”, ha dichiarato la Andrews. “La Mostra del Cinema di Venezia è da lungo tempo considerata uno dei più stimati festival internazionali. Ringrazio la Biennale per questo riconoscimento del mio lavoro, e sono impaziente di arrivare in quella meravigliosa città a settembre per un’occasione così speciale”.

Julie Andrews, 84 anni il prossimo ottobre, è una delle più formidabili stelle del teatro, del cinema e della televisione. La sua iconica interpretazione nel ruolo della magica governante Mary Poppins le è valsa un Oscar, un Golden Globe e un Bafta.

Il pubblico giovane la conosce soprattutto grazie al ruolo della regina Clarisse che insegna alla nipote Mia (Anne Hathaway) a diventare una principessa in Pretty Princess e nel suo seguito Principe azzurro cercasi. Nonostante abbia rifiutato il cameo nel sequel di Mary Poppins, ha prestato recentemente la sua voce alla creatura marina Kharaten nel cinecomics Aquaman.

Julie Andrews Venezia

Julie Andrews Mary Poppins e tanto altro

“Affermatasi sin da giovanissima sulle scene del music hall londinese e, in seguito, a Broadway grazie alle sue doti canore e interpretative fuori del comune, Julie Andrews deve allo straordinario successo del suo primo film hollywoodiano, Mary Poppins, il conferimento dello statuto di star di prima grandezza, immediatamente bissato da un altro memorabile film, Tutti insieme appassionatamente, per lungo tempo ai primi posti dei film più visti della storia del cinema”, si legge nella dichiarazione di Barbera a Labiennale.org.

“Al di là del fatto che sia possibile una diversa lettura dell’immagine generata dai suoi due film più famosi – sottolineando la valenza trasgressiva dei personaggi della governante  piuttosto che il loro apparente conservatorismo – va ricordato come la stessa Andrews abbia significativamente contribuito ad evitare il rischio di rimanere imprigionata nel ruolo di icona del cinema famigliare, scegliendo di cimentarsi in ruoli di volta in volta drammatici, apertamente provocatori o intrisi di graffiante ironia”.

“È il caso, per esempio, di Tempo di guerra, tempo d’amore, di Arthur Hiller, e dei numerosi film diretti dal marito Blake Edwards, con il quale diede vita a un sodalizio artistico tra i più profondi e duraturi, che ricordiamo come uno stupendo esempio di fedeltà umana e professionale a un affascinate progetto estetico capace di prevalere sull’esito commerciale dei singoli film. Il Leone d’Oro è il riconoscimento doveroso di una carriera straordinaria che ha saputo ammirevolmente  conciliare il successo popolare e le ambizioni artistiche senza mai scendere a facili compromessi”.

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