Nel 2008 Martyrs ha (dis)turbato e sconvolto gli spettatori raccontando la tortura e il voyeurismo di massa. Giovedì 6 dicembre esce nelle sale cinematografiche italiane un film horror, La casa delle bambole – Ghostland, che per certi versi segue il medesimo solco narrativo, pur declinandolo in modo completamente autonomo.

È scritto e diretto dallo stesso regista, il francese Pascal Laugier, che con Martyrs ha fatto discutere a causa delle violenze mostrate sullo schermo. In questo caso, invece, ha optato per una storia che si muove in bilico tra la realtà e l’incubo.

La casa delle bambole film horror arriva in Italia

La casa delle bambole – Ghostland è stato prodotto con un budget ridottissimo (4 milioni di euro) ed è stato accolto in modo trionfale dagli appassionati del genere dopo l’anteprima al Gerardmer Fantasy Film Festival.

La trama racconta di due sorelle (Crystal Reed e Anastasia Philips da adulte, Emilia Jones e Taylor Hickson da adolescenti) che hanno subito un trauma scioccante. Da giovani, la casa in cui vivevano con la madre (Mylène Farmer) era stata presa d’assalto da due sconosciuti. Quell’episodio aveva trasformato la prima, Beth, in una scrittrice di successo e aveva lasciato la seconda, Vera, preda di una paranoia distruttiva. Sedici anni dopo, le sorelle si riuniscono in quella casa, piena di cimeli e bambole antiche, e strani avvenimenti cominciano a susseguirsi.

La casa delle bambole film horror

Come suggerito dal trailer italiano, Ghostland presenta inquietudini e allucinazioni che rimandano a Tobe Hooper, John Carpenter e Rob Zombie. Tuttavia, ha spiegato Laugier, il film vuole essere “il ritratto di Beth, una giovane artista che trae ispirazione dall’esperienza che lei stessa ha vissuto. Mi ha sempre affascinato l’idea che le angosce più profonde possano servire da motore per l’arte, per la creazione”.

La casa delle bambole horror in uscita il 6 dicembre

Pubblico e critica francesi hanno accolto con entusiasmo il film, uscito nelle sale transalpine lo scorso marzo e distribuito in Italia da Koch Media. Sono principalmente tre le ragioni dei pareri positivi: intanto l’interazione fra Crystal Reed e Anastasia Phillips, molto brave ed affiatate.

Poi l’approccio malsano, radicale e poetico di Laugier, che rende il film profondamente originale. Infine, la capacità del regista di mettersi in gioco in prima persona (Ghostland è stato descritto come un malinconico e suggestivo autoritratto) e di prendere lo spettatore per la gola, immergendolo in un abisso senza uscita. Ovviamente chi non ha pelo sullo stomaco o è debole di cuore, è obbligato a lasciar perdere.

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