La voce circola da qualche anno: Gomorra ha pagato il pizzo per girare le scene nella villa del clan Gallo? Quella, per intenderci, dove vive la ‘Famiglia Savastano’, interpretata da Salvatore Esposito, Maria Pia Calzone e Fortunato Cerlino. Si presume che la  produzione abbia dovuto consegnare una busta contente circa 6mila euro nel 2013.

Gomorra ha pagato il pizzo alla criminalità organizzata di Napoli? La presunta ‘busta’ di 6mila euro

Ad emettere il verdetto, mercoledì 7 febbraio 2018, è stato il giudice monocratico di Torre Annunziata (Na) Gabriella Ambrosino, la quale ha condannato a sei mesi il location manager della serie prodotta da Cattleya Gennaro Aquino, assolvendo invece il responsabile di produzione Gianluca Arcopinto.

L’inchiesta andava avanti da anni e verteva su una villa appartenente al clan dei Gallo e che – a quanto emerso dal processo – la famiglia ha concesso in cambio di una busta di circa 6000 euro la quale, secondo il tribunale, sarebbe stata consegnata personalmente da Aquino per permettere la registrazione delle scene.

A confessare che ‘Gomorra ha pagato il pizzo’ è stato lo stesso responsabile di location, che da quanto attesta Il Mattino avrebbe raccontato: “Uno della produzione mi portò una busta chiusa con all’interno 5mila euro. Erano soldi della produzione, che io portai a zì Filuccio“, ovvero il capoclan dei Gallo.

gomorra ha pagato il pizzo

Il racconto di Aquino continua con un’allarmante dichiarazione. “Tutti sapevano. Non so chi mise i soldi in quella busta. Però Raffaele Gallo aveva minacciato di non farci entrare più in casa a girare, io avevo paura perché gli avevo dato la “mano di parola” e in certi ambienti è pericoloso non rispettare gli accordi“.

La confessione del location manager: “Cattleya me li ha rimborsati, sapeva tutto”

Come si è arrivati a 6000 euro, se la produzione gliene aveva dati solo 5mila?  “Ricordo anche che mancavano mille euro – continua l’imputato – così li prelevai dal mio conto e glieli consegnai. Poi Cattleya me li ha rimborsati. Fin dal primo momento tutti in Cattleya sapevano che i Gallo non erano persone proprio pulite, anche Gianluca Arcopinto (l’altro imputato, difeso dall’avvocato Cesare Placanica), ma decisero che la villa bunkerata con quegli strani interni era quella giusta e vollero girare lì anche dopo il sequestro della casa.”

Intervistato dalla redazione de Il Mattino, il manager di produzione Riccardo Tozzi ha smentito la vicenda affermando: “Gli unici soldi dati per girare delle scene in una villa di Torre Annunziata sono quelli dati – ovviamente in chiaro – all’amministratore giudiziario, il titolare della custodia del locale“.

E si parla di altre fonti di informazioni che potrebbero aggiungere dettagli: “Nelle intercettazioni non c’è traccia di rapporti tra noi, quelli della produzione, e la camorra, nessun accordo sottobanco, neppure con i rappresentati locali chiamati ad interessarsi del fitto di un immobile.”

Nell’attesa di ulteriori chiarimenti, ecco una lista di i film che la mafia ha “permesso di girare”. Una questione spinosa e – purtroppo – sempre attuale nel mondo del cinema e delle serie TV.

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