Cosa significa perdere la memoria? Leo Gullotta racconta l’Alzheimer e le conseguenze di questa terribile malattia nel cortometraggio Lettere a mia figlia, progetto girato in Campania tra Napoli e provincia e diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo (in primavera al cinema con il suo primo lungometraggio, Le verità), che sarà in concorso ai David di Donatello 2017. L’attore siciliano ne è straordinario protagonista con una prova davvero toccante.

Leo Gullotta racconta l'Alzheimer
Leo Gullotta in Lettere a mia figlia

Gullotta è un padre, seduto alla scrivania intento a scrivere una lettera a sua figlia Michela. L’inchiostro scorre sulle pagine bianche, il tempo scivola veloce, troppo veloce, quasi non si distinguono le ore e i giorni, come se quella lettera fosse stata scritta per mesi, per anni. I ricordi in casa si intervallano ai dettagli della punta inchiostrata sulla carta.

Leo Gullotta racconta l’Alzheimer

Ricordi che si alternano alle lancette dell’orologio che girano veloci senza scandire più il tempo, agli occhi stanchi e lucidi del vecchio uomo. Lui scrive di essere solo, abbandonato da tutti ma sopratutto da lei. “Quest’uomo ha vissuto la sua vita gioiosa in famiglia con la moglie e la bambina che diventerà presto donna. In questo percorso lo aggredisce la malattia che porterà lui e la sua famiglia ad attraversare un dolore quasi cosciente”, ha raccontato Gullotta all’Ansa.

Il film nasce dall’esigenza di raccontare l’Amore, quello con la A maiuscola, anche quando una malattia può minare l’essenza del sentimento stesso”, ha spiegato il regista. “Ma l’Amore può e riesce a superare qualsiasi barriera anche quella atroce della perdita della memoria, il dissolversi dei ricordi. Un amore che oltrepassa i limiti imposti da una patologia che esiste ma si nasconde, l’Alzheimer”.

La malattia nel cortometraggio Lettere a mia figlia

Raccontare attraverso le immagini di una malattia così delicata non è stato facile”, ha aggiunto. “Altrettanto complesso è stato coordinare le intenzioni degli attori, seppur di immensa bravura ed esperienza, al fine di impressionare sulla pellicola emozioni e stati d’animo contrastanti: amore e dolore, coscienza ed incoscienza, perdita della memoria e ricordo”. Il corto verrà premiato venerdì 25 novembre al Palazzo Arti di Napoli dopo una proiezione speciale al festival CortiSonanti.

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