Cosa faresti se un giorno ti svegliassi nel corpo di tuo marito o, viceversa, in quello di tua moglie? È quello che succede in Moglie e marito, l’opera prima di Simone Godano, prodotto della factory di Matteo Rovere. Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak sono Andrea e Sofia, una coppia bellissima e in profonda crisi. Lui è un brillante neurochirurgo assorbito da una rivoluzionaria ricerca, lei una tosta conduttrice televisiva che sta facendo di tutto per lanciare la sua carriera. Il divorzio è dietro l’angolo quando, una sera, la sperimentazione su Charlie – la macchina di Andrea che dovrebbe commutare il pensiero in dati – combina il patatrac. I due si ritrovano prigionieri l’uno del corpo dell’altra.

Moglie e marito
Moglie e marito

In bilico tra commedia degli equivoci e rom-com, Moglie e marito sfrutta i meccanismi classici del genere, dal gioco dei sessi all’equivoco elevato a potenza. Dalla sceneggiatura di Giulia Steigerwalt (che dice di ispirarsi apertamente a Nancy Meyers: si vede) esce fuori un film rocambolesco, nel quale papà diventa mamma – lo scambio di ruoli messo in scena dalla famiglia Passaguai, Aldo Fabrizi e Ave Ninchi – e il soprannaturale è l’ingrediente di base per una riflessione sulle dinamiche di coppia, la scoperta dei punti di vista reciproci, l’amore che muore e rinasce.

Favino e Smutniak: Moglie e marito al contrario

Il film è retto, manco a dirsi, dall’alchimia nata sul set tra i due “mostri”, Favino e Smutniak. “Ho rivisto film e interviste di Kasia, l’ho spiata e studiata da vicino”, ha spiegato l’attore presentando il film alla stampa. “In realtà in questo film c’è un doppio carpiato: non ho interpretato lei, ho interpretato Sofia”. “È vero, Andrea e Sofia sono diversi da noi: è stato un lavoro più mentale che fisico, è stato difficile trovare il giusto equilibrio”, ha ribadito la Smutniak. “Prima abbiamo dovuto costruire i personaggi, poi interpretarli: abbiamo lavorato più sulla sceneggiatura che su noi stessi”.

A chi spara gli ovvi riferimenti – da Ho sposato un fantasma con Steve Martin e Lily Tomlin (senza scomodare Nei panni di una bionda di Blake Edwards) a Nella sua pelle, commedia della meteora australiana Megan Simpson Huberman con Guy Pearce e Claudia Karvan – Favino risponde così: “Mi permetto di spezzare una lancia in favore di Plauto e Goldoni, che esistono da prima degli americani. La teoria del doppio è vecchia quanto il mondo. In questo caso il meccanismo ha finalmente uno sviluppo. Ultimamente nel cinema italiano ci sono tante idee, che però ristagnano. Stavolta la struttura della sceneggiatura è stata così interessante che mi ha subito appassionato”.

Se Pierfrancesco diventa Kasia

Credo che saranno soprattutto i ragazzi, tra i 16 e i 22 anni, che andranno a vedere Moglie e marito”, ha detto ancora Favino. “Se esistesse la possibilità di mettersi nei panni di lei, sarebbe un’esperienza che farei sicuramente. Vorrei vivere per due giorni nella vita della mia compagna e sono convinto che alla fine, uscendo da questa cosa, non solo la conoscerei meglio, ma probabilmente la rispetterei più di quanto già penso di fare. È una bellissima storia da raccontare nel momento in cui parliamo di parità di coppia, maschile e femminile, crisi del maschio: nel suo essere così soave e delicato, questo film parla anche di questo”. Moglie e marito sarà al cinema dal 12 aprile.

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