Mondo del cinema, della tv, del cabaret e del fumetto in lutto: è morto Boris Makaresko, spesso definito il più bravo cabarettista del Derby Club. Aveva 70 anni. Nato a Belgrado nel 1946 da famiglia russo-rumena, era milanese da sempre e si definiva un “attautore”, ovvero un autore-attore di cabaret. Ha scritto testi per comici come Massimo Boldi, Gianfranco D’Angelo, Gigi e Andrea.

Iniziò la carriera d’attore con Paolo Poli alla fine degli anni 60, lavorò nel 1970 in alcune commedie della Compagnia del Teatro Uomo di Milano per poi passare al mitico Derby Club come cabarettista: nello storico locale di via Monterosa si esibì fino al 1986, anno della sua chiusura. “È stato il miglior comico del Derby”, dissero di lui Diego Abatantuono e Gianfranco Funari.

Morto Boris Makaresko: addio al comico del Derby

Morto Boris Makaresko, una vita tra palcoscenico e tv. Sul piccolo schermo cominciò in Rai nel cast di Non Stop di Enzo Trapani insieme a Massimo Troisi e La Smorfia, Enrico Beruschi, Gerry Calà e i Gatti di Vicolo Miracoli; in seguitò passò a Mediaset e fu tra gli autori di Drive In, Premiatissima e Risatissima; infine alle reti locali, da TeleAltomilanese ad Antenna 3 Lombardia e Odeon TV. Esperto di fumetti, eccolo in uno speciale di Fumetti Comics dedicato agli eroi neri post Diabolik.

Nel corso degli anni 80 e 90 Makaresko lavorò nei maggiori locali di cabaret: da Cà Bianca e Zelig di Milano, all’Hiroshima Mon Amour di Torino. Le sue battute sono state spesso usate ufficialmente o clandestinamente da quasi tutti i cabarettisti italiani: ne sanno qualcosa Gino e Michele, che lo hanno reso uno degli autori più citati nella fortunata serie di best-seller Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano.

Il ricordo di Enrico Bertolino

Negli ultimi anni si esibiva in teatri e locali, scriveva libri e faceva il pubblicitario. Ecco alcune delle sue battute più celebri: “Se il denaro crescesse sugli alberi, a me capiterebbe un bonsai”; “Se ogni uomo ha un prezzo, io sono nel reparto saldi”; “Vivevo in un quartiere talmente povero che i negozi vendevano i Kinder senza sorpresa”; “Non sono calvo, ho i capelli color carne“. Tra i pochi che lo hanno ricordato, il commosso commiato del suo allievo Enrico Bertolino.

Quando se ne va un Grande e'difficile trovare le parole giuste ,anche se poi di parole viviamo .Quando poi Il Grande e'…

Pubblicato da Enrico Bertolino su Mercoledì 16 marzo 2016

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