Il regista Premio Oscar è stato di recente ospite alla Festa del Cinema di Roma, fresco fresco di gita alla Casa Bianca per conoscere Barack Obama: tra ricordi e progetti futuri, è venuto finalmene fuori qualcosa sul prossimo film di  Roberto Benigni.

Il celebre attore, comico e regista si è confessato ai microfoni del Festival, lasciandosi andare innanzitutto a molte riflessioni sulle persone che ha incontrato lungo il suo cammino. Una di queste è il suo indimenticabile compagno di set e palco Massimo Troisi: “Aveva appena fatto Ricomincio da tre. Lui portava con sé qualcosa che non si era mai visto, questo senso di tragico della vita e quando ho visto il suo film l’ho cercato. L’ho trovato e lui mi ha detto, io cercavo te. Abbiamo fatto Non ci resta che piangere per puro divertimento, io perché c’era lui e lui perché c’ero io. Professionalmente non ci siamo più lasciati. Volevamo fare un seguito. Dietro questo film c’era una sgangheratezza incredibile, abbiamo riscritto quattro volte la sceneggiatura con quattro autori diversi. La lettera a Savonarola è improvvisata, perché quel giorno avevamo ancora pellicola da usare. Un film sgangherato con un’idea che quasi non sta in piedi. È un film che riflette l’immensa allegria del nostro rapporto. Lui non era un corpo comico, era un vero autore.”

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Il prossimo film di Roberto Benigni e i suoi ricordi più personali

Sempre dalla tradizione partenopea arriva anche un’altra delle sue figure di riferimento, Totò: “La prima volta che l’ho visto al cinema, in Totò le moko, mi ha fatto paura perché aveva quest’aria da bambino centenario. Era una maschera incredibile, la grandezza di Totò sta nella morte che c’era dietro la sua maschera. La sua grandezza è che non si riusciva a capire chi avessimo davanti.

L’atmosfera del suo nuovo lavoro cinematografico

Infine, guardando al futuro, pare che il prossimo film di Roberto Benigni prenda decisamente le distanze da La Vita è Bella e La Tigre e La Neve: “Dopo tutte queste esperienze televisive e teatrali, adesso ho un desiderio forte di fare un film di un’allegria sfrenata.” Un ritorno alle atmosfere de “La Smorfia”? Ecco il video integrale del suo intervengo, per approfondimenti:

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