“L’impressione che ho del Cile è quella di un paese diviso in due: una nazione che non ha una memoria comune. Penso che avere valori condivisi sia molto importante per una nazione, indipendentemente dalle diverse posizioni politiche”. Così Nanni Moretti presenta Santiago, Italia, il suo nuovo documentario che sarà film di chiusura della 36° edizione del Torino Film Festival.

Attraverso le parole dei protagonisti e una raccolta di materiali d’epoca, il regista ha raccontato i mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 da una prospettiva particolare. Quella dei 600 cileni richiedenti asilo che furono ospiti dell’ambasciata italiana a Santiago, che poi consentì loro di raggiungere l’Italia.

Santiago Italia Moretti in Cile tra Moneda e Neruda

Come suggerito dal trailer, Moretti è stato in Cile per 12 giorni, dal 31 agosto all’11 settembre dell’anno scorso. Ha girato allo Estadio Nacional (lo stadio più grande del Cile, dove il regime di Pinochet torturò migliaia di persone), alla Moneda (il palazzo presidenziale nella capitale Santiago, dove si barricò e venne ucciso Salvador Allende) e alla casa di Neruda sull’Isla Negra.

“A volte l’Italia fa qualcosa di positivo per il resto del mondo. Ho pensato che fosse interessante darne conto in un film”, ha raccontato con la consueta ironia ai media cileni. “Ho intervistato persone che si sono rifugiate nell’ambasciata italiana e altri che mi hanno raccontato un po’ dell’atmosfera cilena di quel periodo. Tra questi, per esempio, Patricio Guzmán e Miguel Littin”.

Oltre ai due registi, Moretti ha anche intervistato Carmen Castillo, regista e ultima compagna di Miguel Enríquez, il medico militante del MIR ucciso a Santiago il 5 ottobre del 1973.

Santiago Italia Nanni Moretti

Nanni Moretti nuovo film al cinema dal 6 dicembre

“Per gli italiani della mia generazione, il Cile è stato molto importante, soprattutto il processo di Unità Popolare, un governo di sinistra liberamente eletto. E, naturalmente, seguiamo da vicino quello che è successo in Cile durante la dittatura”, ha aggiunto. “Da tempo nella mia vita vorrei che gli altri parlassero, invece di me stesso, in uno dei miei film”.

L’unico aspetto sul quale ha preferito il silenzio è rappresentato dalle interviste ad alcuni personaggi legati al regime di Pinochet, militari e agenti oggi detenuti nella prigione di Punta Peuco: “Non è stata un’esperienza piacevole. È tutto quello che posso dire”.

Prodotto da Sacher Film, Le Pacte e Rai Cinema, Santiago, Italia vede la partecipazione in produzione di Storyboard Media, società diretta da Carlos Núñez e Gabriela Sandoval, che sono anche responsabili del Sanfic (il festival di Santiago). Il film uscirà al cinema il 6 dicembre distribuito da Academy Two.

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