Susan Sarandon arrestata a Washington mentre protestava contro Donald Trump. L’attrice ha preso parte alla manifestazione “Women Disobey”, che ha visto migliaia di donne sfilare in corteo presso la sede del Senato contro le politiche sull’immigrazione del presidente americano. Dopo le scioccanti immagini dei duemila bambini messicani separati dai rispettivi genitori e chiusi in gabbia, tantissime persone sono scese in piazza perché contrarie alla tolleranza zero sui migranti. Tra queste anche la diva di Thelma & Louise, finita in manette insieme ad altre 575 persone.

Susan Sarandon arrestata a Washington

“Sono stata arrestata. Resto forte. Continuo a lottare”, ha scritto su Twitter l’attrice, 71 anni, dopo il rilascio. “Un’azione potente e bella con centinaia di donne che chiedono a gran voce il ricongiungimento delle famiglie separate da una politica immorale dell’ICE. La democrazia somiglia a questo”, ha poi cinguettato pubblicando un’immagine della protesta. In seguito alla manifestazione, la polizia addetta alla sicurezza del Capitol Hill – la sede del Congresso a Washington – ha dato vita ad una vera e propria ondata di arresti. Alla marcia di “disobbedienza civile”, sono intervenute anche le congresswomen Nydia Velasquez, Pramila Jayapal (finita pure lei in manette) e Kirsten Gillibrand.

Susan Sarandon arrestata
Susan Sarandon alla manifestazione “Women Disobey” (foto: Twitter @tbogg)

Susan Sarandon oggi: fronte anti-Trump

“Cosa vogliamo? Famiglie libere”, “Allontanare i bambini dai genitori non è umano”, “A noi interessa” (con riferimento alla giacca indossata da Melania Trump durante la visita ai bambini nei centri di detenzione): questi i cartelli esposti dalle dimostranti, prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Susan Sarandon non è nuova ad iniziative politiche del genere. Pacifista ed ecologista, ha sempre sostenuto la battaglia per i diritti civili della comunità LGBTQ. Alle primarie democratiche del 2016 si era apertamente schierata con Bernie Sanders. Successivamente aveva dichiarato che non avrebbe votato per Hillary Clinton (“È pericolosa”, disse al Guardian), ma per Jill Stein del Partito dei Verdi.

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