Sveva Alviti presenta Dalida a Sanremo e incanta il Teatro Ariston. L’“inconnue italienne” (la sconosciuta italiana), come l’hanno ribattezzata i francesi, indosserà i panni della cantante nell’atteso biopic diretto da Lisa Azuelos. Già uscito in Francia dove ha riscosso un grande successo di pubblico, il film sarà trasmesso in Italia da Rai 1 in anteprima televisiva assoluta il prossimo 15 febbraio.

Sveva Alviti presenta Dalida a Sanremo
Sveva Alviti è Dalida (foto: Luc Roux)

A 30 anni dalla sua morte e a 50 anni dalla tragica partecipazione al Festival in coppia con Luigi Tenco (interpretato nel film da Alessandro Borghi) con il brano Ciao amore ciao, Dalida è sempre nel cuore del pubblico. Sveva, un passato da modella, ha sbaragliato la concorrenza di molte candidate illustre al ruolo per acciuffare la parte. Non l’ha detto a Carlo Conti, ma ai provini ha superato Laetitia Casta e Penelope Cruz, oltre ad altre 200 aspiranti.

Sveva Alviti presenta Dalida a Sanremo

Figlia di un orologiaio e di una casalinga romani, la Alviti ce l’ha messa tutta per diventare una vera attrice. Ha studiato a New York con Susan Batson, coach di star hollywoodiane come Nicole Kidman, Tom Cruise, Jennifer Lopez, Jamie Foxx, Liv Tyler, Jennifer Connelly e Zac Efron. Non sapeva né ballare né cantare e non parlava neanche francese. In sette mesi ha imparato tutte e tre le cose. Merito anche di Orlando, fratello di Dalida, che le ha fatto da guida.

Dalida era una donna forte e fragile allo stesso tempo”, ha raccontato sul palco dell’Ariston, “e, come me, era una persona senza filtri, sincera nelle emozioni. Non temeva il giudizio della gente e aveva un forte desiderio di amare e di essere amata. In Dalida, come dice una sua canzone, ‘Je suis toutes les femmes’, ci sono tutte le donne”.

Mercoledì 15 febbraio il film in onda su Rai 1

Una performance che l’ha messa a dura prova: quando ha girato la scena della morte di Tenco è tornata distrutta dal set e ne ha pagato le conseguenze nel successivo tour promozionale. Interpretare la cantante è stata per lei un’esperienza terapeutica, perché in quel periodo soffriva per una relazione sentimentale: diventare una donna assoluta, complessa e solare, una donna moderna in un’epoca che lo era molto meno, l’ha trasformata come attrice e come persona.

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