Winnie the Pooh censurato in Cina. Succede a Pechino, dove il simpatico orsetto creato da A.A. Milne è stato bandito dai social per “colpa” di una foto. Lo scrive il Financial Times.

Il motivo sarebbe da rintracciare nei presunti riferimenti derisori al presidente Xi Jinping. Nelle ultime ore, infatti, sono apparsi su Sina Weibo, il social più frequentato in Cina, diversi post che accostavano il leader del partito all’orso amato dai bambini. Il raffronto è il celebre scatto fotografico tra il presidente a passeggio con Obama e Winnie fianco a fianco al suo amico Tigro.

Winnie the Pooh censurato in Cina
Winnie e Tigro, Xi Jinping e Barack Obama

I paragoni tra Xi Jinping e Winnie sono considerati eversivi dal governo, che non ammette alcun tipo di satira sul capo. Questa stessa immagine è stata rimossa dall’applicazione WeChat, l’equivalente cinese di WhatsApp. Nessuna spiegazione ufficiale è stata data da Pechino in merito all’accaduto.

Secondo il Financial Times, la mossa sarebbe legata proprio al precedente collegamento tra il presidente e Winnie the Pooh. Ma non solo. La mannaia della censura si sarebbe abbattuta perché ci si avvicina al Congresso che incoronerà nuovamente Xi alla guida del partito.

Winnie the Pooh censurato in Cina

Storicamente, due cose sono state proibite in Cina: organizzazione e azione politica”, ha dichiarato Qiao Mu, docente esperto di media alla Beijing Foreign Studies University. “Quest’anno se n’è aggiunta una terza: parlare del presidente. Credo che la faccenda di Winnie rientri nel trend”.

Non è la prima volta che i cinesi aggirano i veti con la satira. Già nel 2015 era circolata sui social una foto che accostava Xi Jinping sul tettuccio di un’auto da parata ad una foto di Winnie su una macchina giocattolo. Secondo uno studio del Global Risk Insights, si era trattato dell’immagine “più censurata del 2015”. Che cosa accadrà quando il pubblico cinese vedrà Domhnall Gleeson e Margot Robbie nel biopic su A.A. Milne?

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