Darwin si sbagliava: non è l’uomo a discendere dalla scimmia, ma la scimmia a discendere dall’uomo. Poggiando su questo curioso presupposto, Attenti al gorilla è la prima family comedy italiana (e animalista) del 2019. Ispirata a una sentenza americana (che ha concesso al gorilla lo status di persona non umana) e costruita su un amaro ritratto di famiglia disfunzionale altoborghese.

Diretto da Luca Miniero, che ha scritto soggetto e sceneggiatura con Giulia Gianni e Gina Neri, il film poggia tutto il suo peso su un megacast di volti noti. Dalla coppia scoppiata Frank Matano e Cristiana Capotondi a quella in divenire Francesco Scianna e Diana Del Bufalo, passando per Lillo Petrolo e il cattivissimo “pinguino” Massimo Di Lorenzo.

Attenti al gorilla recensione del film

Miniero non si fa mancare nulla dopo Sono tornato. Attenti al gorilla vuole essere una commedia delle verità e dei sentimenti che gioca col fantastico e l’onirico: Matano è infatti un avvocato sfigato costretto ad accogliere in casa un gorilla, che ha pensieri (e voce) di Claudio Bisio. Il legale lo ha fatto per recuperare la stima dei suoi tre figli e della sua ex moglie (Capotondi), che lo ha mollato per un medico (Scianna).

Lorenzo non è il massimo, come marito e come padre. Non ne azzecca una, sgola birre con il suo vicino (Lillo) e ha dovuto affittare una stanza da una sciampista (Del Bufalo) per avere uno studio. La causa vinta contro lo zoo della città, difeso proprio dalla sua ex consorte, rappresenta l’occasione di un riscatto. Peccato che Peppino (questo il nome dato all’animale) sia un tipo saggio e riflessivo, che canticchia Pupo, odia gli insetti e a tornare in Africa non ci pensa proprio. Al contrario: rimargina le ferite di un gruppo di umani tutti sull’orlo del fallimento.

Attenti al gorilla recensione

Che dire? L’idea è divertente, ma ha il fiato corto e non tutto si amalgama nel racconto. Gli sketch avanzano scollegati l’uno dall’altro e temi complessi e delicati dell’Italia di oggi, come la diversità e l’accoglienza (si accenna addirittura allo ius soli), vengono affrontati all’acqua di rose. Ma soprattutto c’è il reato più grave per un film comico: i gag raramente ingranano (qualche exploit di Lillo a parte) e le risate non sono generose. Anzi.

Attenti al gorilla film al cinema dal 10 gennaio

Il film non sceglie con decisione quale tono seguire. Se l’aspetto amarognolo ed emotivo, quello puramente comico o che vede l’intrusione del fantastico nel realismo quotidiano. Ne fuoriesce una commedia fiacca e assai poco sorprendente, che scivola via senza fare affiorare più di un timido sorriso.

Resta impressa soprattutto la bella ambientazione salernitana: ormai non se ne può proprio più della Puglia. Un film che piacerà alle famiglie e ai bambini, decisamente meno a tutti gli altri. In sala dal 10 gennaio, distribuito da Warner Bros.

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