Avengers: Infinity War è una grande festa per i fan della Marvel. Il diciannovesimo capitolo del Cinematic Universe è un’epocale e super entertaining resa dei conti, un blockbuster destinato ad incassi stellari. Il film diretto da Anthony e Joe Russo rappresenta la perfetta chiusura di un ciclo e il primo crossover realmente riuscito del MCU. Ricollegandosi direttamente a Captain America: Civil War, Infinity War festeggia dieci anni di supereroi strizzando l’occhio agli appassionati e al tempo stesso rivoltando come un calzino l’universo narrativo degli Avengers. Mai come stavolta azione pirotecnica, umorismo scanzonato e dramma psicologico sono così ben bilanciati. Merito soprattutto di Thanos (Josh Brolin), finalmente un cattivo degno di questo nome.

Avengers: Infinity War, cast di stelle e azione intensa

Nato su Titano, la più grande tra le lune di Saturno, Thanos ha approfittato della spaccatura tra i Vendicatori, che ha reso la Terra vulnerabile, per impossessarsi delle gemme dell’infinito. Le gemme, nate con l’universo, rappresentano gli aspetti fondamentali del cosmo: il tempo, l’anima, lo spazio, la mente, la realtà, il potere. Chi le possiede tutte raggiunge l’onnipotenza e l’onniscienza. L’obiettivo di Thanos è eugenetico e malthusiano: risolvere il problema del sovrappopolamento universale cancellando metà della popolazione. Di fronte a questa minaccia, gli Avengers devono riunirsi e stringere anche un’alleanza con i Guardiani della Galassia.

Avengers: Infinity War
Thanos (Josh Brolin)

Thanos è il vero motore di Infinity War. Un personaggio tanto potente e spietato quanto fragile e sorprendentemente umano, un villain che non si ferma finché non ottiene ciò che vuole. Josh Brolin compie un incredibile lavoro di motion capture e dona al suo alieno un’aria di inquietante malinconia, con il pesantissimo fardello dell’ascesa al potere che risuona come una sorta di metafora trumpiana.

Avengers: Infinity War 2 arriverà il 3 maggio 2019

Ma dove Avengers: Infinity War convince è sul piano dell’azione. Le battaglie e il grande sfoggio di superpoteri sono un’autentica sorpresa, specie pensando alle scene action (più stunt corpo a corpo in live action che CG) realizzate dai Russo in Civil War e Winter Soldier. Lo dimostrano il confronto per le strade di New York tra Iron Man, Doctor Strange e Hulk con i figliastri di Thanos e l’apocalittico finale. Non manca l’ironia più dissacrante, presa in prestito dai film dei Guardiani e dall’ultimo Thor ed esaltata dall’esilarante apparizione di Peter Dinklage. Ma è un aspetto ben dosato, perché quando sembra di esagerare si fa sempre un passo indietro.

Avengers: Infinity War
Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War si rivela superiore a Black Panther, anche se un episodio di raccordo rispetto a quello che verrà (la seconda parte arriverà il 3 maggio 2019) e meno “importante” come fenomeno sociale. La scena post-credits, mai così significativa, conduce dritti verso Captain Marvel (Carol Danvers, a interpretarla sarà Brie Larson), il penultimo film della “fase tre” e il primo con protagonista una supereroina. L’avvertenza resta sempre la stessa: considerando il minutaggio consistente che rischia di sfiancare, è un film sconsigliato a chi non ha un po’ di confidenza con i precedenti capitoli (il rischio è di annoiarsi parecchio o di restare confusi). Per tutti gli altri, è da non perdere perché uno dei migliori cinecomics dell’intero universo Marvel.

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