La famiglia non si sceglie. Come l’amore, è croce e delizia. Fin dalla nascita, le relazioni con genitori, fratelli, sorelle e figli (ci) cambiano. Con la nostra semplice venuta al mondo, abitudini consolidate e rapporti di forza mutano. È la vita, fatta di sentimenti enormi, imprevisti, colpi di fulmine, errori e ripensamenti.

Le famiglie di Croce e delizia, secondo film di Simone Godano, non fanno eccezione. Da una parte c’è Tony (Fabrizio Bentivoglio), ricco e attempato mercante d’arte (radical) chic, che sorride sornione mostrando fiero le sue rughe e i suoi fluttuanti capelli bianchi. Dall’altra c’è Carlo (Alessandro Gassmann), vedovo di Nettuno e padre modello, uno che si spacca la schiena per portare avanti la sua pescheria.

Croce e delizia recensione del film

Succede che la vita li sorprende: Tony e Carlo, a cinquant’anni suonati, si conoscono per caso tra le corsie di un ospedale e finiscono per innamorarsi. Strani i sentimenti, specie per due caratteri così diversi. Tanto il primo è raffinato, colto ed egoriferito, quanto il secondo è diretto, verace e comprensivo.

Tony un tempo aveva una donna (Anna Galiena) ma non si è mai sposato. Carlo rimpiange ogni giorno la moglie scomparsa. Ma ognuno dei due ha trovato nello sguardo dell’altro quella luce che gli mancava da tempo.

Croce e delizia recensione del film

Accettata con una certa fatica la novità, non resta altro da fare che celebrare l’unione (civile). L’unico problema è comunicarlo alle loro famiglie. L’idea è semplice: trarle con l’inganno in una villa di Gaeta e metterli dinanzi alla notizia.

Tutto semplice per Tony, che lo ammette senza patemi alla sorella Ida (Lunetta Savino), una sofisticata freak chic che fuma canne a rotta di collo, e alle due figlie (di madri diverse), l’attrice francese Olivia (Clara Ponsot) e la preside d’asilo Penelope (Jasmine Trinca). Peccato che Penny, giovane donna interrotta, fragile e confusa, che odia quel padre che è stato sempre assente per lei, non la prenda bene.

Proprio come Sandro (Filippo Scicchitano), figlio maggiore di Carlo, sposato con Carolina (Rosa Diletta Rossi), coatto e pieno di pregiudizi quanto basta per voler mandare a monte le nozze.

Croce e delizia recensione

Croce e delizia cast punto di forza del film

In perfetta continuità con il suo esordio Moglie e marito (che era più brillante e vivace), Croce e delizia mette tanta carne al fuoco: l’amore (gay), lo scontro tra classi sociali, le famiglie disfunzionali, il giudizio dei figli nei confronti dei genitori.

Dovrebbe essere una commedia affilata e diretta e invece Godano, con la sua sceneggiatrice Giulia Steigerwalt, predilige un approccio emotivo e di cuore. Non giudica né assolve, non si schiera né stigmatizza, vuole soltanto comprendere e raccontare, far ridere (poco, in verità) e commuovere.

Il risultato è soprattutto un film d’attori, più di personaggi che di situazioni. Una dramedy che quando funziona, si accende grazie alla bravura e all’alchimia tra Gassmann e Bentivoglio, alla “furia” di Scicchitano e all’intensità dello sguardo di Trinca, per la prima volta (che liberazione) nel cast di una commedia.

Se le intenzioni sono buone (tocca ancora ripetere che l’omosessualità non è vergognosa), l’andamento è però modesto, adagiandosi su caratteri triti e incartandosi su uno svolgimento prevedibile.

Inoltre, non se ne può più della classica scena in cui i protagonisti, per risolvere i loro conflitti, si mettono a ballare sulle note di una canzone famosa (No Roots di Alice Merton, in questo caso). Basta, per favore.

Produce Matteo Rovere di Il primo Re (da regista) e Smetto quando voglio (da produttore). Al cinema dal 28 febbraio, distribuito da Warner Bros.

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