Natale a 5 Stelle è una commedia che esce a Natale, non un cinepanettone. Ci tiene a specificarlo Massimo Ghini nel presentare il primo film Netflix targato Enrico Vanzina. Liberamente tratto dalla commedia Out of Order scritta da Ray Cooney quasi trent’anni fa, è dedicato al fratello Carlo e diretto per l’occasione da Marco Risi.

La novità è che arriverà esclusivamente in streaming e non in sala. Segno dei tempi che cambiano. Così come lo sfondo della storia raccontata, che prende garbatamente per i fondelli gli umori politico-moralistici dell’Italia pentastellata del 2018 in una vicenda corale farcita di corna e gente nascosta negli armadi, triangoli e battutacce.

Natale a 5 Stelle recensione del film di Vanzina

Natale a 5 Stelle segue il viaggio di una delegazione politica italiana in Ungheria. Siamo alla vigilia di Natale e il premier (ex commercialista dal curriculum taroccato) Franco Rispoli (Massimo Ghini è un Giuseppe Conte tra Cary Grant e Renzo Montagnani) guida per la prima volta il governo gialloverde all’estero.

Oltre agli incontri bilaterali con la nazione amica, il Presidente del Consiglio vuole combinare anche un altro affare: portarsi a letto la bella onorevole del Pd Giulia Rossi (Martina Stella: costantemente in biancheria intima) che gli si oppone in parlamento.

I due amanti si danno appuntamento nella suite che era stata di Macron e Brigitte e quando sono sul più bello si ritrovano un misterioso cadavere alla finestra. L’idea malsana adottata per evitare lo scandalo, darà il via a una girandola di equivoci e colpi di scena.

Natale a 5 Stelle recensione

Natale a 5 Stelle film Netflix di Natale

Come già suggerito dal trailer ufficiale, siamo di fronte ad una pura farsa politica. Le citazioni a “Matteo” e “Luigi” si sprecano, come quelle a Dagospia e al reddito di cittadinanza. Meglio sorvolare sull’inutile apparizione di Rocco Siffredi, l’uomo che tiene alta la bandiera italiana nel mondo.

Vanzina, cantore degli italici vizi, stavolta è pronto ad irridere l’Italia del cambiamento, che in realtà lascia il Paese sempre uguale a sé stesso (se non peggio).

Proprio come questo film, che stando a quanto dichiarato dallo sceneggiatore nessun produttore voleva fare (ci ha poi pensato Andrea Occhipinti, con i soldi di Netflix). Pur confrontandosi con intelligenza e ironia con l’attualità, siamo al cospetto di una pochade quasi mai pungente.

Natale a 5 Stelle recensione

Natale a 5 Stelle cast con Ghini e Memphis

Ricky Memphis è Walter Bianchini, il segretario tuttofare del premier, direttamente da Guidonia e con mamma ossessiva attaccata al telefono. Sono lui e Ghini la coppia trainante del film. Esclusi i loro siparietti e quelli affidati ad un sempre efficace Biagio Izzo, corpo comico per eccellenza nei panni del cameriere napoletano del Grand Hotel, il resto è poca cosa.

Massimo Ciavarro è un impotente leghista di Civitavecchia, Paola Minaccioni è una “povera” insegnante trasfigurata in assatanata e delusa first lady. Riccardo Rossi è un inviato delle Iene a caccia di scoop e Andrea Osvart la badante ungherese che vuole bene a Bianchini sin da quando erano giovani.

Sono particolari che non nobilitano l’insieme: se il meccanismo della commedia degli equivoci è collaudatissimo, il film non ingrana mai la marcia giusta e arranca dall’inizio alla fine.

Natale a 5 Stelle recensione

Natale a 5 Stelle su Netflix dal 7 dicembre

La sensazione che rimane al termine della visione è abbastanza inquietante. Perché d’accordo che in un’ora e mezzo ci si distrae dai pensieri e dai problemi di tutti i giorni, come appunto si chiede a una farsa. Ma se ci dobbiamo affidare a tutto questo per uno spietato resoconto dell’attualità politica, vuol dire che siamo messi male.

Insomma, Natale a 5 Stelle è un film comico (e politico) genuinamente nazional-popolare ma tutt’altro che entusiasmante. Che compie il più grande reato che si possa commettere: non fa ridere. Dal 7 dicembre su Netflix.

Commenti