Una fiaba lugubre dal sapore lacustre: la nostra recensione de Il Vizio Della Speranza, il nuovo film di Edoardo De Angelis con Pina Turco, Cristina Donadio e Marina Confalone, promette di non anticiparvi i dettagli salienti della trama, ma vuole cominciare a catapultarvi nell’atmosfera della pellicola. Anche perché si tratta di una sensazione che, una volta usciti dalla sala, non riuscirete a scrollarvi subito di dosso…

Recensione de Il Vizio Della Speranza: è sempre vero che i figli sono il bene delle mamme?

Così come per il suo precedente capolavoro, Indivisibili (2016), il regista partenopeo colloca i suoi protagonisti in dei non-luoghi, mettendo alla prova la loro ‘capacità di autodeterminare la propria esistenza’ con scelte dolorose. Questa volta siamo intorno ai laghi e fiumiciattoli abbandonati di Castel Volturno, nella Napoli suburbana, in uno scenario decadente riscaldato da lucine di Natale, neon rossi e cappotti di lana.

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La vicenda segue la missione di Maria (Turco), donna cupa e determinata alle prese con un lavoro ai margini della società: traghettare anime perdute, ragazze rimaste incinte in seguito a violenze o semplicemente involontariamente, per farle partorire di nascosto e – in cambio di soldi – aiutarle a dare i loro bambini a famiglie benestanti pronte a pagare.

La sua routine è fatta di poche parole, sguardi severi, pioggia battente, freddo e sporco. Il suo focolare domestico è malinconico, sofferente e osceno: una meravigliosa e struggente Cristina Donadio, infatti, interpreta la madre di Maria affetta da depressione. Occhi dolci e totale resa all’esistenza: “Il mio personaggio non ha più nulla che le appartenga, esibisce una nud1tà che è vuota, rappresenta il suo lasciarsi scivolare via la vita“, racconta l’attrice in occasione della conferenza stampa di presentazione del film.

La recensione de Il Vizio Della Speranza muove da alcune frasi che caratterizzano l’anima del film: “Il bene dei figli sono le mamme“, dice ad un certo punto un’amica della protagonista – in una delle scene più interiormente strazianti della pellicola. Una frase di pentimento, un tentativo di tornare indietro da quella dolorosa pratica di consegnare il proprio figlio nelle mani di qualcun altro per dargli una vita che “sicuramente” sarà migliore. Un’illusione e, al tempo stesso, un auto assolvimento. Non tutte le donne, però, ci riescono, ed alcune scelgono di tenerli. Non possiamo svelarvi chi, ma possiamo anticiparvi che sarà una fuga che contiene al suo interno anche un disperato bisogno di tornare indietro.

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Cristina Donadio, Pina Turco e Marina Confalone

La riflessione sulla libertà e il personaggio spregevole di Marina Confalone

La libertà, ma che la volete a fare questa libertà? La schiavitù è così bella, con tutte le sue regole“, dice Zì Marì in uno dei momenti più drammatici della vicenda. Donna cinica e crudele, è interpretata dalla magistrale Marina Confalone, che ha commentato così l’esperienza al fianco di De Angelis: “Ho sentito un’enorme sofferenza mentre giravo. Il mio ruolo è spregevole, e l’ambiente che ci circondava non aiutava: l’acqua era sporca, il paesaggio disastrato. Si percepiva il dolore di quella terra“.

Perché andarlo a vedere

Ed è proprio su questo filo che corre la componente emotiva del film: la terra e il corpo della donna raccontano una storia molto viva, tremenda, e urlano a gran voce la loro voglia di riscatto. “Nei miei film ci tengo  a raccontare la forza rivoluzionaria delle persone nel saper ribaltare il proprio mondo – racconta il regista rivelazione dei David di Donatello 2017 – Mi interessa esplorare la capacità degli individui di autodeterminare la propria vita, e per farlo li metto in contesti estremi, dove spesso le scelte sono estreme, dove spesso l’alternativa è morire.

( Guarda il trailer del film di Edoardo De Angelis )

Complice la performance profonda e toccante di Pina Turco – qui decisamente in stato di grazia – supportata dalle sopracitate attrici e da un intenso Massimiliano Rossi (Gomorra – La Serie), la storia di questa maternità disperata arriva dritta a quella parte del cervello che porta l’essere umano a porsi domande esistenziali. Così si esce dal cinema, a film finito, chiedendosi ancora una volta cos’è giusto, cos’è sbagliato, dove inizia e finisce l’umanità e cosa vuol dire, davvero, “nascere”.

Il film sarà nelle sale a partire dal 22 novembre, per approfondimenti consulta la scheda tecnica del film (2018) e facci sapere se sei d’accordo con questa recensione de Il vizio della speranza

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Marina Confalone, Cristina Donadio, Pina Turco e Edoardo De Angelis

 

 

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