Montalbano torna in tv dal 27 febbraio. Il primo nuovo episodio della serie tratta dai racconti di Andrea Camilleri, intitolato Un covo di vipere, andrà in onda in prima serata su Rai1. Lunedì 6 marzo toccherà invece a Come voleva la prassi. Due film, diretti da Alberto Sironi, che raccontano storie di amori tragici e le vicende di personaggi perduti che sfociano nel delitto.

Montalbano torna in tv dal 27 febbraio
Un covo di vipere

Penso che questi due ultimi episodi di Montalbano siano tra i più belli di sempre”, ha raccontato Luca Zingaretti nel corso della conferenza stampa di presentazione delle puntate. Al suo fianco nel cast torneranno Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo, Valentina Lodovini e Sonia Bergamasco. Il “covo di vipere” del primo episodio sarà quello della famiglia di Cosimo Barletta (Marcello Mazzarella), ragioniere e strozzino, sciupafemmine compulsivo trovato morto in circostanze misteriose.

Montalbano torna in tv dal 27 febbraio

Riadattamento del Giovane Montalbano, Come voleva la prassi vede invece il commissario di Vigàta nella Valle dei Templi di Agrigento: stavolta dovrà confrontarsi con un caso di violenza sulle donne. “Il successo di Montalbano? Piace perché ha i geni dell’essere italiano”, ha spiegato Zingaretti. “Non ha il cartellino del prezzo sulla giacca, ovvero non è in vendita, e poi ha al suo interno il baricentro della propria felicità”.

Montalbano torna in tv dal 27 febbraio
Come voleva la prassi

Noi tutti corriamo dietro a delle cose pensando che possano renderci felici ma non sempre è così”, ha aggiunto. “Montalbano sa perfettamente cosa può renderlo felice ed in base a questo agisce”. È proprio grazie a queste caratteristiche che la serie ha stabilito un record dietro l’altro: una media di oltre i 10 milioni di spettatori e il 40% di share a puntata.

Le ragioni di un clamoroso successo

Dopo 18 anni Montalbano è il più grande evento della tv italiana ed il più grande testimonial della produzione di qualità”, ha spiegato la direttrice di Rai Fiction, Eleonora Andreatta. “Siamo arrivati a 30 film. Nell’ultima edizione 40% di share e più di 11 milioni di spettatori: una serie che ha successo perché parla di un’umanità universale ma ancorata in un contesto fortemente locale. Un programma memorabile che è diventato un classico nel significato più alto del termine”.

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