Intervenuto alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, Michele Placido critica Montalbano. L’attore e regista è stato al Lido per ricevere il Premio Pietro Bianchi assegnato dal Sindacato giornalisti cinematografici. “Per la capacità di coniugare autorialità e protagonismo, per l’attenzione non solo al valore della cultura ma al racconto della società”, si legge nella motivazione.

Intervistato negli spazi dell’Italian Pavilion presso l’Hotel Excelsior, Placido ha ripercorso la sua carriera. Fu proprio nei panni del Commissario Cattani che raggiunse una popolarità internazionale.

Placido critica Montalbano
Cattani e Montalbano a confronto

Placido è alla Mostra anche per presentare le prime due puntate di Suburra – La serie, prima produzione originale Netflix italiana, di cui cura la regia insieme a Andrea Molaioli e Giuseppe Capotondi. Uno show d’azione, dramma e criminalità ambientato in una Roma divisa tra mafia e Vaticano. Inevitabile il riferimento alla saga che ha fatto storia: con La Piovra, era la prima volta che – dopo la stagione degli sceneggiati – un prodotto Rai affrontava tematiche forti e di strettissima attualità come la lotta a cosa nostra e le connessioni tra malavita e stato.

Le dieci stagioni della Piovra (realizzate dal 1984 al 2003) sono state programmate dalle tv di 160 Paesi nel mondo. La fiction ha avuto 14 milioni di media di spettatori, con punte di venti milioni. L’uccisione del commissario Cattani, avvenuta nella quarta stagione, ottenne ascolti record da 18 milioni.

Michele Placido critica Montalbano: le sue parole

Cattani e Montalbano sono due aspetti completamente diversi, non c’è paragone”, ha dichiarato Placido al Corriere della Sera. “Sono due scritture diverse. Da un lato c’è uno scrittore siciliano straordinario come Camilleri. Dall’altro ci sono Ennio De Concini, premio Oscar (nel 1963 per il soggetto e la sceneggiatura di Divorzio all’italiana, ndr), e Damiano Damiani, che ha vinto almeno una decina di David di Donatello”.

Damiani portò in televisione un aspetto scandaloso della mafia, quella vera”, ha aggiunto. “In Montalbano c’è una Sicilia molto rilassante che, pur in mezzo ai delitti, non ha nulla a che vedere con Riina. Sono due aspetti completamente diversi”. Anche sugli ascolti, Placido ha qualcosa da ridire: “Siamo ancora quelli che hanno il record d’ascolti definitivo. Forse non siete ben informati ma con il nostro finale abbiamo fatto 18 milioni di spettatori”.

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