Mentre in data 11 ottobre il caso Cucchi si evolve e rivela un colpo di scena, riproponiamo una bellissima intervista di Alessandro Borghi su Stefano Cucchi. Risale al tempo del Festival di Venezia, dove il film di Alessio Cremonini è stato presentato nella sezione Orizzonti:

Le parole di Alessandro Borghi su Stefano Cucchi: il suo punto di vista sul caso del 30enne romano

La cosa che mi ha sconvolto di più, oltre all’aver perso diciotto chili per calarmi nella parte, è stata l’assenza della magistratura, il far finta di non capire, la voglia di Stefano di non dire la verità e di non denunciare nulla“, ha spiegato l’attore. Il quale, appena appresa la notizia che uno dei carabinieri (Francesco Tedesco) ha ammesso pubblicamente il pestaggio, non ha esitato a ricondvidere la news sul suo seguitissimo profilo social.

alessandro borghi su stefano cucchi

“La sua omertà – aveva raccontato, riferendosi al ruolo del ragazzo nella tragica vicenda – deriva da una forma mentis della borgata: non si parla, non si fa la spia quando ci sono di mezzo le guardie perché se parlo, come dice lui nel film a un medico, quelli per dieci anni mi fanno le carte”. Considerate lo shock che ha dovuto subire quel ragazzo e alla paura di dover condividere la vergogna di essere stato pestato: non è che non parlava, si nascondeva, sottovalutando il suo stato e non ascoltando affatto il suo corpo“.

“Il film era un atto dovuto”: la dichiarazione di Jasmine Trinca

Le riflessioni di Alessandro Borghi su Stefano Cucchi rivelano l’impegno emotivo che il bravissimo attore ha dovuto mettere nel ruolo: “Mentre giravamo e ripetevo le battute – precisa Borghi – ho pensato spesso a tutto questo e al fatto che Cucchi non abbia parlato perché era convinto di farlo una volta fuori dal carcere, ma più volte volevo strillare “aiuto” io al suo posto“.

Alle sue parole si aggiungono quelle di Jasmine Trinca, che definisce ‘Sulla mia pelle’ come  “un atto dovuto” e che nel film ha vestito i panni di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano: “Attraverso lei, una sorella molto severa ma che nella severità nascondeva un grande amore nei confronti del fratello ho voluto interpretare al meglio, raccontandola, una vicenda privata ma paradigmatica per ognuno di noi, la storia di uno ma anche la storia di mille“. Tutti loro, nel film, sono entrati “come in un’idea di appartenenza, avendo ferma l’idea comune di giustizia”. Intanto le recensioni di Sulla Mia Pelle sono ovunque e tutte elogiative del lavoro di Alessio Cremonini.

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