Beppe e Rosario Fiorello a Sanremo 2018: uno dei due sarebbe entusiasta di farlo, l’altro un po’ meno…

Comincia stasera alle 21.10 su Rai Uno la miniserie “I Fantasmi di PortoPalo”, la vera storia del pescatore eroe Salvo Lupo e del più terribile naufragio del Mediterraneo in cui perdono la vita centinaia di pakistani, indiani e tamil: protagonista Beppe Fiorello, che di recente, in un’intervista, ha parlato anche di un altro tipo di prospettiva di carriera.
E se, insieme a suo fratello Rosario, presentassero Sanremo?

L’ipotesi c’è, pare se ne parli da un po’ nel mondo dello show business. Vanity Fair ha chiesto all’attore siciliano se gli piacerebbe diventare conduttore dell’edizione 2018 del Festival: «Moltissimo – risponde immediatamente – Se però pone la stessa domanda a Rosario le risponderà esattamente il contrario: “Assolutamente no”. Non perché non ha voglia o perché non gli piaccia l’idea, ma perché conosce meglio di me la macchina infernale e distruttrice di Sanremo. Si farebbero continui paragoni di audience con le edizioni precedenti: anche se facesse 100 mila spettatori in meno sarebbe massacrato. E Rosario non vuole compromettere una carriera per quattro serate. Io rischierei molto meno perché faccio un altro mestiere».

Però l’idea di Beppe e Rosario Fiorello a Sanremo 2018 piace molto a Fiorelino, che ha già qualche ispirazione (e qualche stratagemma per convincere il fratello): «Potremmo anche mettere in scena questo visione diversa tra noi due: io potrei presentare dal palco dell’Ariston, lui invece in pigiama dalla camera d’albergo. Ci potremmo sbizzarrire con moltissime idee…».

Cosa ne pensa Fiorellino dell’edizione di quest’anno?

Anche alle telecamere di Blogo ha confermato che: “È un’idea, una suggestione che c’è da anni, di poter raccontare un Sanremo così. Che posso dirti. Da una parte l’idea mi stuzzica. Vedremo. Diciamo che ci posso pensare“. Intanto sull’edizione 2017 ha qualcosina da ridire: “Sì, l’ho visto e mi è piaciuta di più l’edizione dello scorso anno – ha confessato Beppe Fiorello a Vanity Fair – Comunque ho apprezzato l’anima sociale del festival, ovvero dare voce alle persone della strada che fanno imprese eroiche“.

 

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