Era stato allontanato dal piccolo schermo ma adesso eccolo qui: la dichiarazione di Milo Infante che torna in Rai ufficializza una volta e per tutte il lancio del suo nuovo programma e la fine della sua ‘quarantena’.

Le parole di Milo Infante che torna in Rai con un programma tutto suo

Il presentatore ha vinto la causa in tribunale intentata con i vertici Rai: l’allora direttore di Rai 2, Pasquale D’Alessandro, e direttore generale, Lorenza Lei, avevano infatti ridotto il suo ruolo nel programma pomeridiano. Un ridimensionamento dovuto a un suo rifiuto politico. Il giornalista tv era stato allontanato perché contrario alle liste di “proscrizione” stilate dai dirigenti di viale Mazzini. Le divergenze erano soprattutto sugli ospiti da coinvolgere: Roberto Milano, allora vice-direttore di Rai 2, aveva messo a punto una vera e propria blacklist di giornalisti, opinionisti e vip sgraditi (da Don Mazzi a Marco Travaglio) che non era possibile invitare in trasmissione.

Dopo un lungo periodo di mobbing, la Corte d’Appello del Tribunale di Milano gli ha dato ragione, chiedendo che il conduttore sia reintegrato “in mansioni compatibili con la sua professionalità”.

Quando e dove lo rivedremo:

Il suo nuovo show andrà in onda durane la prossima stagione televisiva Rai di domenica mattina alle 10 e si chiamerà Generazione Giovani: un talk show fatto da ragazzi che affrontano temi di attualità. Intervistato da TV Blog ha dichiarato: “Io non me ne sono mai andato, ci sono sempre stato. Semmai non ho potuto lavorare. Sicuramente è un ritorno alla conduzione di un programma, che tra l’altro ho proposto io: è un onore e una sfida che mi sono assunto in prima persona con una brava squadra di professionisti praticamente tutti interni Rai“.

milo infante che torna in rai

Come sarà il suo ritorno dopo tanti anni di assenza con il pubblico? “Faccio la spesa tutti i giorni: ho il riscontro della gente reale, non solo di quella sui social. C’è un affetto attorno a Monica Leofreddi e attorno al sottoscritto davvero importante. Poi non necessariamente questo affetto si trasformerebbe in ascolti televisivi, soprattutto quando sei lontano dal piccolo schermo da cinque anni: la gente ti perde di vista. Ci vuole tanto tempo per rientrare, fai fatica a riconquistare il loro seguito e la loro fiducia. Ma non credo di essere stato dimenticato, semplicemente il pubblico si è affezionato ad altri conduttori più presenti di me ed è giusto che sia così“.

Il presentatore, dunque, raccoglie la sfida e si rimbocca le maniche.

 

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