Don Matteo fa gola ai politici, messi in riga dagli ascolti record della fiction con Terence Hill. L’undicesima stagione, in onda ogni giovedì, ha fatto aumentare le richieste dei leader per apparizioni e interviste con Bruno Vespa a Porta a Porta. Il motivo? Sfruttare l’effetto traino generato dalla serie.

La dimostrazione pratica è arrivata con le prime due puntate. L’episodio dell’11 gennaio ha sbancato l’Auditel. Il ritorno del prete più amato della tv ha incassato 7 milioni e 632 mila spettatori pari al 31,6% di share. A beneficiarne, tuttavia, è stato Silvio Berlusconi.

Don Matteo fa gola ai politici
Terence Hill

Porta a Porta, con ospite l’incandidabile candidato di Forza Italia, ha conservato 1 milione e 697 mila utenti sintonizzati e uno share del 18,8% difficile da battere. Stesso fenomeno accaduto con la puntata del 18 gennaio. Don Matteo incolla allo schermo 6 milioni 906 mila spettatori pari al 28,7% di share. Matteo Salvini, apparso da Vespa subito dopo, totalizza il 14,4% con 1 milione e 380 mila persone, ereditate proprio dalle avventure del sacerdote investigatore.

Considerando che Porta a Porta ha una media del 12% di share, si spiega il motivo per il quale tutti gli altri politici vogliono approfittare del traino magico di Terence. La Rai, dal canto suo, applica una par condicio (più o meno) rigorosa e dunque, a rotazione, i leader si spartiranno l’ambita poltrona del giovedì.

Don Matteo fa gola ai politici di Porta a Porta

Incuranti delle anticipazioni di Don Matteo 11, giovedì 25 tocca a Matteo Renzi per il Pd, mentre giovedì 8 febbraio sarà Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle, a sperare nel miracolo.

La par condicio, però, non vale per tutti. Se Berlusconi, Renzi e Di Maio hanno 45 minuti interi a testa e nessun contraddittorio, gli altri devono accontentarsi di un tempo più ridotto, da dividere con un secondo ospite. Lo testimonia quanto accaduto a Giorgia Meloni o a Salvini, apparso in compagnia di Raffaele Fitto di Noi con l’Italia.

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