Arriva un’altra stoccata per il neo Ministro degli interni: mentre Di Maio festeggia per l’abolizione dei vitalizi, sul web compare uno sfogo di Mentana contro Salvini. Il giornalista, in merito alla questione della Vos Thalassa e della Diciotti con i 67 migranti recuperatit in mare, ha espresso tutto il suo disappunto per l’attitudine del politico.

Enrico Mentana contro Salvini: la dichiarazione polemica e severa del giornalista di La7

Mentre nel mondo dello showbusiness spuntano fuori veri e propri endorsement e messaggi di sostegno (come quello di Riccardo Scamarcio e Claudia Gerini), il celebre volto de La7 decide di dire la sua opinione dal suo seguitissimo e affollato profilo Facebook. Secondo lui: “le manette” e “il buttar via la chiave” (espressioni utilizzate dal ministro leghista) non dovrebbero “mai essere evocati dai politici, di governo o di opposizione, e a maggior ragione da chi ricopre ruoli istituzionali” in relazione a fatti in pieno svolgimento.

mentana contro salvini

Secondo il giornalista, se”ci si vuole sfogare ci sono i social, dove si legge ogni tipo di nefandezza. Ma lo stato di diritto non è uno stato d’animo“. Il post di Enrico Mentana contro Salvini continua così: “Sulla vicenda Salvini-Mattarella-migranti sarebbe il caso di uscire dalla solita logica da stadio, quella del tifo a prescindere”. “E non sarebbe difficile farlo – aggiunge -: basterebbe aspettare pochi giorni” – ovvero quando termineranno le indagini su quanto avvenuta sulla Vos Thalassa.

L’opinione del giornalista sulle affermazioni del politico

“Non era pensabile – continua il giornalista delle maratone – che una nave della Guardia Costiera italiana non potesse entrare in uno scalo portuale italiano per decisione del governo italiano, né che qualcuno – migrante o membro di uno dei due equipaggi – potesse essere indagato o addirittura arrestato per diktat ministeriale. Alla fine magari si scoprirà che i soli due sospettati (e allo stato nulla più) si saranno macchiati di reati terribili, e saranno processati e condannati di conseguenza. Oppure no. Ma le leggi e le pene – conclude – non sono il frutto di paure o pulsioni. Il diritto è freddo, nell’interesse di tutti. Dev’essere giusto, non esemplare“.

 

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