Facciamo che io ero ha segnato l’esordio di Virginia Raffaele con un evento tutto suo. I programmi di giovedì 18 maggio sono stati stravolti dal suo arrivo in prima serata. Mediaset è corsa ai ripari cambiando in fretta e furia il palinsesto. Gli ascolti del giorno dopo sembrano dare ragione a questa scelta. L’assolo dell’attrice ed imitatrice più amata d’Italia è partito bene ma senza sfondare.

Facciamo che io ero
Virginia Raffaele in Facciamo che io ero

La prima puntata del one woman show di Raffaele ha totalizzato 3.296.000 spettatori pari al 14.6% di share. Peggio di un nuovo classico del piccolo schermo, Sole a catinelle. Il film con Checco Zalone, programmato da Canale 5 per la quinta volta, ha conquistato 3.318.000 spettatori con uno share del 15.1%. Meglio ancora ha fatto Tutto può succedere su Rai 1, che di spettatori ne ha incollati allo schermo 3.698.000 con share del 16.7%.

Facciamo che io ero è successo o fallimento?

La prima delle quattro puntate del programma ha giocato sugli ospiti e i cavalli di battaglia di Virginia Raffaele. Dal late show di Donatella Versace con Gabriel Garko ad una Sabrina Ferilli eccitata dall’incontro con Lino Guanciale. La sua versione di Fiorella Mannoia ha accolto Francesco Gabbani, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo. Il cantante si è poi esibito nel suo nuovo brano Tra le granite e le granate.

Hanno divertito l’imitazione di Bianca Berlinguer e la parodia di Michela Murgia, la scrittrice che recensisce libri all’interno del programma di Rai 3 Quante storie. Affiancata da Fabio De Luigi, Virginia ha anche vestito i panni dell’improbabile attrice Saveria Foschi Volante, presa per i fondelli di dive e starlette del cinema italiano. Con Roberto Bolle, ha persino riproposto la presa d’angelo di Patrick Swayze e Jennifer Grey in Dirty Dancing. Eppure, i commenti allo show sono stati contrastanti. C’è chi scrive di scommessa vinta, di capolavoro per la bravura e la poliedricità della protagonista. E chi invece non nasconde la delusione per la prevedibilità del programma e i testi non proprio esaltanti. Di sicuro successo è stato il monologo sulla paura, all’indomani della Giornata Internazionale contro l’Omofobia.

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