Da ottobre Franca Leosini torna con Storie maledette. Durante la presentazione dei palinsesti Rai 2017-2018, quando in sala è stato annunciato il suo nome è scattato il boato. Un’autentica standing ovation di stampa, pubblico e colleghi per il ritorno di una trasmissione che si pensava a rischio.

L’intervista a Rudy Guede, il faccia a faccio con Angelo Izzo, le rivelazioni di Celeste Saieva e Pino Pelosi sono alcuni dei picchi di “Nostra Signora degli Omicidi”. Leosini affronta la cronaca nera per raccontare un pezzo oscuro d’Italia. E lo fa con stile glaciale ed impeccabile, competenza erudita e finezza deontologica. Senza rinunciare ad una sottile ironia, che l’ha resa una venerata icona della rete.

Franca Leosini torna con Storie maledette
Franca Leosini

Giornalista e conduttrice classe 1934, ha fatto la gavetta all’Espresso. Ma la sua vera palestra è stata Telefono giallo, di cui è stata autrice con Corrado Augias. Dopo Parte civile, I grandi processi e l’esperimento Ombre sul giallo, Storie maledette è diventato il suo cavallo di battaglia. Per realizzare una serie, ci impiega anche 8 mesi di preparazione.

Devo dire che sono stata veramente commossa, emozionata. C’è stata un’ovazione che mi ha gratificata tanto”, ha detto a Davide Maggio dopo gli applausi. “Ma devo dire una cosa: lavoro con talmente tanto amore e con così tanta passione che vedere riconosciuto il lavoro gratifica e ti spinge a fare meglio”.

Franca Leosini torna con Storie maledette

La forza di Storie maledette non è il delitto, che è uno dei momenti della storia, ma il percorso che porta a quella vicenda, che poi è quello che coinvolge le persone”, ha spiegato. “I nostri protagonisti non sono professionisti del crimine ma persone comuni che a un certo punto della vita cadono nel vuoto di una maledetta storia. E ognuno di noi si riconosce il quella vicenda o può essere a un certo punto della vita protagonista di una storia maledetta”.

In un periodo in cui del noir si è fatto “un oggetto di consumo”, i casi di cronaca nera “andrebbero trattati con maggiore cautela”. “I delitti sono tragedie umane” – ha chiosato – “sull’usarle come intrattenimento io sono meno d’accordo”.

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