Gabriele Corsi è diventato il presentatore più amato dell’estate televisiva 2018. Merito del suo stile garbato che ha conquistato il pubblico di Reazione a Catena. I telespettatori di Rai 1 hanno scoperto così il suo sorriso cordiale e i suoi baffetti furbi, sotto i quali si nascondono anni di studio ed esperienze tv, da quelle con il Trio Medusa ai programmi di Real Time. “Se arrivi a una certa età a condurre un programma così, vuol dire che hai fatto tanta gavetta, tante trasmissioni, e che prima, probabilmente, non eri pronto, non avevi la capacità di tenere il palco, la competenza”, ha raccontato in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni.

Gabriele Corsi, presentatore con stile e garbo

Dopo una partenza difficile sul fronte ascolti, Reazione a Catena è passato ad una media di 4 milioni di spettatori e share tra il 27 e il 29%. “Abbiamo fatto questi numeri anche durante i Mondiali, una cosa pazzesca. Il format è fortissimo. È un quiz fresco, divertente e veloce, spinge ad arricchire il lessico, ad imparare qualche lemma…”. Corsi, tuttavia, è uno che non si entusiasma troppo: “Io non mi fascio la testa se gli ascolti non vanno. E non compro casse di champagne se superiamo il 30% di share. Piuttosto faccio una scommessa goliardica”. Non a caso ha promesso di rasarsi i capelli se dovesse accadere.

Gabriele Corsi presentatore
Gabriele Corsi (foto: Facebook @gabriele.lele.corsi)

Gabriele Corsi: Trio Medusa in radio, Quelli che in tv

Il suo futuro, ora, diventa imprevedibile: “Arrivano molte più proposte, ci sono da valutare tante cose, di sicuro la prossima stagione lavorerò solo in Rai e dovrò lasciare programmi come Take Me Out e Primo appuntamento su Real Time”. Nella nuova stagione, lo vedremo alla guida di Quelli che il sabato, ovvero Quelli che il calcio nella sua versione Serie B al sabato pomeriggio di Rai 2. “Sarà un programma corale con Andrea Delogu e Gigi e Ross – ha spiegato – e a me piace molto l’idea di seguire la Serie B. Ci sono squadre di grandi città, belle piazze, il campionato di Serie B è più vivace e i calciatori se la tirano meno”.

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