Lo storico ex (molto più giovane) di Demi Moore, il marito innamoratissimo della bella Mila Kunis, il protagonista di The Butterfly Effect… non molti conoscono, però, il fratello gemello di Ashton Kutcher e la sua drammatica storia.

Michael, il fratello gemello di Ashton Kutcher a cui avevano dato pochi anni di vita

La storia di Micheal Kutcher è sempre stata molto diversa da quella di suo fratello Chris (Ashton): già dalla nascita il futuro attore pesava circa 4.5 kg, mentre lui era appena 1.8 kg, un peso davvero preoccupante per un neonato. Quando ci ripensa, adesso, non perde l’occasione di scherzarci su:”Deve aver mangiato tutto lui, quando eravamo nell’utero“, dice, paragonando il gemello a Jabba di Star Wars.

gemello di ashton kutcher

Dopo questa iniziale complicazione fisica del fratello gemello di Ashton Kutcher, i medici dissero ai genitori di fare in fretta a battezzarlo “perché non sarebbe sopravvissuto“. In realtà, Micheal era solo all’inizio della sua grande sfida contro la morte: a 3 anni la madre notò che, mentre Ashton/Chris scorrazzava in giro per la casa, l’altro figlio era decisamente più tranquillo e si muoveva con movimenti lenti.

Sottoposto a nuovi controlli, la diagnosi fu quella di una paralisi cerebrale, “una disabilità che riguarda soprattutto la funzione motoria” che, nel suo caso, ha modificato la sua  andatura, e, in generale, ha provocato una notevole difficoltà nell’utilizzare il lato destro del corpo. In più, all’80% dell’orecchio sinistro è sordo ed ha subito ben due volte un’operazione alla cataratta. Nonostante questo si ritiene fortunati: “Ma il mio caso è considerato lieve“.

fratello gemello di ashton kutcher

Uno dei momenti in cui, più di tutti, ha realizzato che doveva reagire alla malattia che gli stava impedendo di vivere la sua vita da bambino, riguarda proprio il rapporto con suo fratello: durante una partita di basket, Ashton eseguì un perfetto tiro con la mano destra e segnò il punto. A quel punto Michael lasciò il campo: “Dove vai?”  gli chiese il gemello, “Sai che non posso fare quel tiro” rispose lui. A quel punto “Chris mi ha detto: “Puoi fare tutto quello che vuoi. Io non posso fare questo tiro per te, la mamma non è qui, non può farlo lei per te. È la tua sfida. Smettila di usare la tua disabilità come scusa. Questo è il tuo ostacolo“.

La tenacia e l’attaccamento alla vita di Micheal, a cui medici avevano dato non più di 3 settimane di vita

Ma le sfide non erano ancora finite: a 13 anni ha avuto problemi di cuore (i medici gli avevano dato 3-4 settimane di vita), e in effetti poche settimane dopo i genitori si sono dovuti trovare a decidere se lasciarlo morire o tentare il tutto per tutto con una pompa che avrebbe prolungato la sua vita di 48 ore. In quei due giorni Micheal ha lottato, nel frattempo è arrivato un nuovo cuore (dopo il quale avevano pronosticato massimo 7 anni di vita). Micheal adesso ha 34 anni e va in giro a parlare con i ragazzi, a raccontare la sua avventura e la sua straordinaria tenacia. È un esempio per tutti e non manca mai di citare Ashton nei suoi discorsi “È il mio migliore amico, non solo mio fratello“.

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