Lo abbiamo ammirato in celebri pellicole come Nel nome del padre, L’ultimo dei Mohicani,  L’età dell’innocenza, Gangs of New York e Il petroliere, è uno degli attori più venerati di Hollywood, ma non tutti conoscono la commovente storia di Daniel Day Lewis e la sua straordinaria umilità e riservatezza. Che, a quanto pare, ha a che fare con l’Italia…

A quanto narra “Se7art”, la pagina Facebook dedicata al cinema, l’attore americano alla fine degli anni ’90 si trovava a Firenze, ospite di amici, e decise di entrare nella bottega del celebre artigiano Stefano Bemer per un paio di scarpe. Il divo si trovava nella cittadina italiana proprio per fuggire alle luci della ribalta, e in quel piccolo negozietto aveva trovato la sua dimensione accogliente, una specie di seconda (anomala) casa.

La commovente storia di Daniel Day Lewis, apprendista calzolaio a Firenze

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Daniel Day-Lewis in Gangs of New York

La seconda volta che ci entrò chiese qualcosa di molto sorprendente ai tre proprietari: voleva imparare la loro arte, voleva che gli insegnassero. Una specie di stage, inomma: «Gli dicemmo che non potevamo pagarlo secondo i suoi abituali cachet, ma a lui non importava. Lavorò gratis. Così iniziò l’apprendistato. «La mattina» raccontano «Daniel arrivava in bici con una bottiglia d’acqua, la camicia a quadri e i jeans. Mi colpiva la sua dedizione assoluta al lavoro. Aveva una compostezza maniacale, non dava confidenze, e stava in religioso silenzio otto ore al giorno: il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via».

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La commovente storia di Daniel Day Lewis, l’apprendista calzolaio, continua: la famiglia Bemer lo aiutava, in cambio dei suoi servigi come tirocinante, a mantenere il suo riserbo, a non farlo cadere nelle trappole dei paparazzi. Una volta che un fotografo riuscì a beccarlo nei pressi della bottega con gli arnesi in mano, lo rincorsero e intimidarono a dovere.

Addirittura venne Madonna a chiamarlo, si presentò lì dentro per invitarlo a cena: ma l’attore voleva solo stare lontano da tutto il mondo dello showbiz, e chiese ai suoi  amici fiorentini di dargli “un falso alibi” per rifiutare l’invito. “Ricordo bene le due mattinate intere che (Madonna) passò qui, cercando di convincere Daniel a recitare in Gangs Of New York, mentre lui imperterrito smartellava sulle scarpe.” A quanto pare ci volle solo l’intervento di Rebecca, la moglie, per convincerlo ad unirsi ai colleghi.

L’addio dell’attore alla famiglia fiorentina

Fu allora che Daniel Day Lewis dovette dire addio a Firenze: durante l’ultimo pranzo in famiglia Bemer, i suoi “maestri” calzolai decisero di regalargli la cassetta degli attrezzi e le chiavi della bottega. «Gli dicemmo: questa è casa tua. E lui scoppiò a piangere. Oggi vorremmo dirgli: Daniel, vieni a prendere l’ultimo paio di scarpe che hai costruito. Sono pronte da più di dieci anni.

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