Morti, misteri e… erbe miracolose: la trama di La stagione della caccia è un concentrato irresistibile di commedia e poliziesco. Un puro distillato di Andrea Camilleri, che presto arriverà in televisione sotto forma di un film, prodotto da Palomar con Rai 1.

Protagonista della vicenda, tratta da una battuta registrata nell’Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1876, è Alfonso La Matina, detto Fofò. Quest’uomo strano, altezzoso e riservato, è il figlio di Santo e arriva al porto di Vigata circondato dalle chiacchiere del circolo dei nobili del paese.

La stagione della caccia trama del film

Il geometra Fede, pettegolo dei pettegoli, scopre ben presto che Fofò è tornato a Vigata per proseguire il lavoro del padre. Prima di essere barbaramente ucciso, Santo curava un giardino “miracoloso” per conto del marchese Peluso. I frutti e le erbe che faceva crescere avevano effetti curativi incredibili.

Fofò apre una farmacia in paese usando proprio le erbe magiche del padre. Da quel momento, però, cominciano anche delle morti strane. Il primo è il padre del marchese Peluso, che sosteneva la sua ora fosse venuta perché si è aperta la stagione della caccia.

La stagione della caccia trama

La stagione della caccia Camilleri e i suoi “tragediatori”

Rico, il figlio maschio tanto desiderato dal marchese, muore avvelenato dai funghi. Anche la signora madre Matilde scompare improvvisamente. Quando tocca al marchese Peluso, l’unica sopravvissuta della casata ed erede del patrimonio di famiglia rimane ‘Ntontò, la sola figlia femmina del marchese.

Tutte le morti sembrano dovute a cause naturali o ad accidentali disgrazie. E ovviamente, Alfonso La Matina, detto Fofò, ha giocato la sua parte. Edito da Sellerio, La stagione della caccia sviscera un argomento molto caro a Camilleri. Ovvero la sua idea dei siciliani come “tragediatori”, paghi soltanto quando fondono insieme la vita e la scena. La scelta di regista e cast per La stagione della caccia in tv è, in questo senso, davvero significativa.

Commenti