Cosa provoca a livello intimo un terremoto? Come lo vivono gli adolescenti a differenza degli adulti? È possibile ricostruire una comunità che ha subito un lutto tremendo? Quanto incide sul futuro un evento che da un momento all’altro ti toglie ogni certezza? A queste domande prova a rispondere L’Aquila Grandi speranze, la serie tv evento che Marco Risi ha diretto per Rai 1.

Prodotta da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni, la fiction è stata scritta da Stefano Grasso, Doriana Leondeff, Angelo Carbone e Andrea Saraceni. Mesi dopo il suo annuncio, finalmente sappiamo quando inizia.

L’Aquila Grandi speranze quando inizia la fiction

La serie, composta da 6 puntate da 100 minuti, inizierà a febbraio 2019 per concludersi la settimana del 6 aprile. Un anniversario importante: quello dei dieci anni dal terremoto che nel 2009 ha causato 309 vittime e più di 1.600 feriti.

La trama è davvero particolare perché si abbraccia il punto di vista dell’adolescenza. Così come il cast, che unisce giovani esordienti ad alcuni dei volti più amati del cinema e della televisione italiani.

L'Aquila Grandi speranze quando inizia

L’Aquila Grandi speranze Rai racconta i sentimenti dei terremotati

L’Aquila – Grandi speranze “parla del futuro”, ha spiegato Risi in un’intervista a Repubblica. “Gli adulti guardano al passato, gli adolescenti non perdono la voglia di scoprire, di crescere e di innamorarsi. S’impossessano della ‘zona rossa’, il cuore dell’Aquila, disabitato e chiuso dopo i crolli”.

“L’aspetto interessante – ha raccontato il regista – sono i piani paralleli: gli adulti fanno i conti con le assenze, la paura del domani, la perdita del lavoro; gli adolescenti continuano a progettare”. Progettano nonostante tutto, comprese le indagini della magistratura sulla ricostruzione, i danni ancora evidenti nel centro storico e la frammentazione e dispersione della comunità cittadina. Al centro di questo emozionante racconto ci saranno quindi i sentimenti, quelli “delle persone che dopo il sisma hanno dovuto mettere in discussione la propria vita”.

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