L’Eredità non avrà trovato un campione, ma di sicuro un concorrente che con la sua storia ha colpito il pubblico di Rai 1. Si chiama Tommaso Arcinelli Fasoli e arriva da Lodi. La sua risposta a Carlo Conti nella puntata del 24 maggio del quiz di Rai 1, lo ha reso inaspettatamente popolare. “Cosa fai di bello nella vita?”, gli ha chiesto il conduttore, e lui serafico e divertito: “Schifo”. Il motivo? È laureato in Ingegneria ma disoccupato da molto, troppo tempo. Ora Il Corriere della Sera l’ha intervistato per conoscere meglio la sua storia.

L’Eredità, come partecipare: parla Tommaso

“Tutta questa popolarità improvvisa non me l’aspettavo, ma non c’è stato niente di preparato, è stata una risposta spontanea. Lo dico spesso, così per sdrammatizzare”, ha raccontato al Corriere. Tommaso è diventato “il concorrente che fa schifo” sui social, che l’hanno subito eletto a idolo del web. In realtà, sulla sua storia personale c’è poco da ridere.

“Due anni fa avevo fatto il calcolo esatto: a 10 anni dalla laurea sono stato disoccupato per 8 anni e ho lavorato per 2”, ha spiegato. “Non ho fatto lo schizzinoso, sono stato flessibile, ho cercato di adeguarmi, ho fatto qualunque lavoro, anche il promoter per un’azienda di intimo, anche se stare in pigiama fuori da un centro commerciale non è il massimo”.

L'Eredità e il concorrente che fa schifo
Carlo Conti e Tommaso

L’Eredità oggi: il concorrente simbolo dell’Italia

L’Eredità sarebbe stata una grande opportunità: “Ci ho provato, qualche soldo avrebbe fatto comodo. Sapevo la risposta finale della Ghigliottina, ma sono stato eliminato prima purtroppo”. Tommaso è onesto e realista: “Sono un perfezionista, non mi piace piangermi addosso. Se non ho risposto alle domande dell’Eredità è perché non le sapevo, non perché erano difficili”.

La sua odissea professionale è il ritratto dell’Italia di oggi: “Ho superato i 30 anni e quindi non posso avere contratti di apprendistato, ma per quelli della mia età le aziende li cercano con 10 anni di esperienza. Io non posso avere né l’uno né l’altra”. “Se stai tre giorni a casa ti rilassi; se stai una settimana ti annoi; quando arrivi a un anno fai schifo”. Il suo sogno? “Mi piacerebbe andare negli Stati Uniti, ogni anno partecipo alla lotteria per la Carta Verde. Un altro sogno sarebbe aprire un negozio di scarpe con il tacco, o almeno lavorarci”.

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